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PC sempre più costosi: nel 2027 andrà ancora peggio, conviene comprare ora?
Il presidente e amministratore delegato di Acer, Jason Chen, ha avvertito che i prezzi dei PC potrebbero salire di un ulteriore 5-20% nel quarto trimestre del 2026, secondo quanto riportato dal quotidiano taiwanese Economic Daily News. L'aumento non sarà uniforme: a pesare di più saranno le configurazioni con tanta RAM e SSD capienti, mentre le macchine base dovrebbero restare nella parte bassa della forbice. Chen colloca il picco del prezzo medio di vendita attorno alla metà del 2027, con una possibile discesa nella seconda parte dell'anno.
Il dettaglio più interessante riguarda le cause. Secondo Chen, infatti, la carenza vera e propria è in gran parte rientrata: DDR4 e DDR5 non scarseggiano più e anche le CPU sono disponibili, con tensioni residue soltanto su alcuni modelli di fascia media ed entry level. I listini, però, non hanno seguito il miglioramento dell'offerta, e il dirigente ha lasciato intendere che diversi fornitori continuano a imporre rincari difficili da giustificare sul piano industriale.
Per capire la portata del fenomeno basta guardare agli ultimi dodici mesi. I contratti della DRAM convenzionale sono cresciuti del 90-95% su base trimestrale nel primo trimestre 2026, con la memoria per PC addirittura a +105-110%, seguiti da un altro +58-63% nel secondo trimestre stimato da TrendForce. Sul mercato al dettaglio un kit da 32 GB DDR5-6000, che a metà 2025 costava poco più di cento dollari, ad agosto 2026 viaggiava attorno ai 400. Per il terzo trimestre TrendForce indica un +13-18% sulla DRAM e un +10-15% sulla NAND, quindi una frenata soltanto relativa.
Il quadro si complica con le altre voci di costo: ad AMD viene attribuito un ritocco del 10% su GPU e chipset, mentre resta da chiarire se coinvolgerà anche i processori Ryzen. Sul fronte opposto, Chen punta sull'espansione della produzione cinese di memorie, tra i nuovi impianti di YMTC e l'ingresso di CXMT nel settore NAND con una linea di ricerca e sviluppo, per smentire chi ipotizza una penuria prolungata fino al 2030. Quella capacità, però, deve ancora entrare a regime.
Anche se i componenti dovessero costare meno già a inizio 2027, servono diversi mesi perché il risparmio attraversi produzione, logistica e distribuzione e arrivi sul cartellino. Chi ha in programma un nuovo PC o un aggiornamento di RAM e storage rischia quindi di pagarlo di più aspettando la primavera, al contrario di quanto suggerirebbe l'istinto di rimandare. Un eventuale sollievo sui prezzi, se le previsioni di Acer si riveleranno corrette, non arriverà prima della seconda metà del 2027.
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