// TOM'S HARDWARE ITALIA — CRONACA
AML3D finanzia la stampa 3D aerospaziale: si accorceranno le attese?
AML3D ha aderito a un progetto di ricerca triennale per qualificare la propria stampa 3D metallica nella produzione di utensili aerospaziali. L’obiettivo è intervenire su una fase della filiera in cui, secondo l’azienda australiana, i tempi di consegna possono arrivare a 24 mesi. La qualifica del processo potrebbe aprirle la strada a future commesse nel settore.
I partecipanti, tra aziende ed enti di ricerca, metteranno a disposizione circa 3,89 milioni di dollari australiani. Nel gruppo figura un grande contraente aerospaziale coinvolto nella progettazione e produzione di sistemi su larga scala, compresi gli aerei. AML3D non ne ha comunicato il nome e ha dichiarato agli investitori di non considerare la sua identità un’informazione rilevante per il valore dei propri titoli.
Il contributo di AML3D sarà di circa 530.000 dollari australiani nell’arco dei tre anni: 130.000 in denaro e 400.000 sotto forma di personale e altre risorse. La società non prevede ricavi diretti dalla partecipazione alla ricerca. Eventuali ordini o contratti di produzione saranno oggetto di accordi commerciali separati.
Il percorso riguarda il processo Wire-Arc Additive Manufacturing, o WAM, che combina saldatura, automazione robotica, ingegneria dei materiali e software sviluppato internamente. È la tecnologia alla base dei sistemi industriali ARCEMY di AML3D. Portarla alla produzione di utensili per l’aerospazio richiede una qualifica formale del processo: è questo il lavoro previsto dal progetto, oltre alla verifica dei possibili tempi di fabbricazione.
L’amministratore delegato Sean Ebert ha ricordato che AML3D possiede la certificazione aerospaziale AS9100D per la gestione della qualità e ha già mostrato applicazioni del WAM nel settore. Secondo Ebert, il programma dovrà dimostrare quanto la tecnologia possa ridurre i tempi di produzione dei componenti per utensili rispetto ai metodi tradizionali. Una riduzione specifica, però, non è stata ancora quantificata per questo progetto.
Altri progetti mostrano perché gli utensili siano un’applicazione concreta per la manifattura additiva. In un progetto pilota cofinanziato, Eligio Re Fraschini e Caracol hanno usato il WAM per realizzare un utensile destinato alla laminazione di una struttura in fibra di carbonio, abbreviando la produzione rispetto ai metodi convenzionali. La prova riguardava un singolo utensile.
Caracol ha inoltre collaborato con la francese Formes et Volumes a un utensile per la laminazione aerospaziale in composito polimerico, già impiegato in produzione, con un tempo di realizzazione ridotto del 50%. Quel risultato riguarda un materiale e un processo diversi da quelli metallici di AML3D. Per la società australiana, il passaggio previsto nei prossimi tre anni è ottenere una qualifica per gli utensili aerospaziali che possa sostenere successive forniture.
Aggiungi Tom's Hardware alle tue fonti preferite su Google