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Meta mette l’IA nel portachiavi: potrebbe essere il prossimo gadget di moda
Mark Zuckerberg ha chiuso il keynote del Meta Connect 2026, andato in scena il 23 settembre a Menlo Park, mostrando un oggetto grande quanto un portachiavi: si chiama Muse Charm ed è il primo dispositivo dedicato a Muse, l'agente di intelligenza artificiale lanciato dall'azienda l'8 settembre e per ora attivo solo negli Stati Uniti.
Il gadget ha un piccolo display che mostra un avatar animato e personalizzabile, un sensore di impronte in un angolo per avviare la conversazione e uno stack vocale in tempo reale che permette di parlare con l'agente senza sbloccare il telefono. Meta punta a spedirlo entro dicembre, in tempo per le feste, anche se il prezzo non è stato comunicato e finora sono stati prodotti pochi esemplari.
"Abbiamo messo un sacco di tecnologia dentro questo piccoletto", ha detto Zuckerberg dal palco, aggiungendo che per chi non indossa gli occhiali smart sarà il modo più veloce per parlare con Muse e mostrarle cosa accade intorno. Il progetto nasce dal nuovo laboratorio di design guidato da Alan Dye, per anni responsabile delle interfacce di Apple, insieme al gruppo Superintelligence.
Il formato non è casuale. La Gen-Z ha già creato un mercato per gli oggetti che penzolano da borse e chiavi: dopo il caso della custodia per lip gloss di Rhode, il marchio di Hailey Bieber che ha chiuso un anno da 212 milioni di dollari di vendite nette con una decina di prodotti prima dell'acquisizione miliardaria da parte di Elf Beauty, è arrivata la febbre dei Labubu, che ha portato i ricavi di Pop Mart a 1,8 miliardi di dollari nel 2024, sette volte il 2019. L'entusiasmo per il mostriciattolo si è raffreddato, però il ciondolo da borsa resta: una società di analisi stima che il mercato globale supererà il miliardo di dollari entro il 2030.
C'è poi un riferimento più attuale del Tamagotchi, evocato da molti commentatori. Su Amazon, Etsy ed eBay abbondano cinturini, clip e cover per trasformare un vecchio Apple Watch in portachiavi, una moda alimentata da TikTok e adottata soprattutto dalle utenti più giovani come accessorio prima ancora che come tecnologia. Si innesta sul ritorno del retro-tech, fotocamere digitali, flip phone, iPod, auricolari con il filo, e sul desiderio di dispositivi fisici da toccare, in reazione ai feed algoritmici percepiti come alienanti.
Il precedente dei flop pesa comunque: Ai Pin, Rabbit R1 e il ciondolo Friend non hanno sfondato. A questo si somma la fedina sporca di Meta sulla privacy, tra l'accordo con la FTC del 2019, la contestazione del 2023 per la violazione di quell'ordine e le audizioni al Congresso sui danni ai minori. L'azienda ha spiegato che monetizzerà Muse con una piccola commissione sulle transazioni, mentre l'orizzonte resta la pubblicità iper-personalizzata: il nodo sarà capire quanti accetteranno lo scambio.
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