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Clive Barker's Hellraiser: Revival: orrore in anteprima e intervista con Saber Interactive
Nata originariamente dalla penna di Clive Barker con il romanzo Schiavi dell'inferno e successivamente portata al cinema dallo stesso autore nel 1987, la serie Hellraiser resta tra le più influenti per la cultura popolare degli ultimi quarant'anni; merito di un immaginario potentissimo e, ancora oggi, incredibilmente originale, capace di mescolare orrore cosmico, body horror e cultura BDSM, dando il via a una mitologia estremamente affascinante. Dai film, in particolare, è emersa la celeberrima figura di Pinhead, interpretata a lungo da Doug Bradley: parliamo di una creatura appartenente alla schiatta dei Cenobiti, apostoli di un'entità demoniaca in fissa con l'estremo dolore, l'estremo piacere e non molte altre cose.
Negli anni il culto di Hellraiser è stato coltivato, oltre che al cinema, anche da numerose opere a fumetti, tuttavia lato videogiochi non c'è mai stata particolare attenzione alla serie, perlomeno non in termini diretti: tolti infatti un paio di progetti mai portati a termine, Pinhead è comparso giusto come "guest star" in Dead by Daylight, anche se il contenuto in questione non è più disponibile dal 4 aprile del 2025 a causa di problemi legati alla licenza. A coprire questa mancanza ci sta pensando Saber Interactive con Clive Barker's Hellraiser: Revival, survival horror in prima persona votato all'azione e destinato a sbarcare su PC, PlayStation 5, Xbox Series X e Switch 2 il prossimo 8 ottobre.
In occasione dell'ultima Gamescom ho avuto la possibilità di sperimentare una demo del titolo in questione e di lanciare qualche domanda al narrative director Antony de Fault, il quale mi ha assicurato che la priorità dello studio è stata quella di fabbricare un'esperienza sì originale, ma anche il più fedele possibile alle atmosfere della serie con un occhio di riguardo soprattutto ai primi due film. Questo affetto per il materiale originale emergeva effettivamente dall'assaggio a mia disposizione: Hellraiser: Revival non sembra in vena di compromessi quando si parla di sangue, violenza, situazioni sessuali esplicite e, insomma, tutti gli elementi più "maturi" tipici delle declinazioni cinematografiche e presenti in abbondanza anche nel gioco.
Fa piacere, inoltre, sapere che alla lavorazione ha partecipato in veste di consulente lo stesso Barker, mentre Doug Bradley riprende il ruolo di Pinhead a più di vent'anni di distanza da Hellraiser: Hellworld, l'ultimo lungometraggio che lo ha visto nei panni del celeberrimo Cenobita. La trama gira attorno a Aidan Lynch, un giovane dal passato burrascoso costretto ad avventurarsi nella dimensione del labirinto dopo che la sua compagna, l'altrettanto tribolata Sunny, ha evocato i Cenobiti attraverso la Configurazione della Genesi, una variante della scatola di Lemarchand presente nei film.
Nel tentativo di recuperare la ragazza, Aidan finirà per immischiarsi anche nei piani di una misteriosa setta nota come Chiesa Scarlatta, che tra le proprie priorità infila, tanto per cambiare, la fissa verso dolori e piaceri estremi. La buona notizia è che la Configurazione della Genesi può essere adoperata a mo' di arma, oltre che per interagire con i tanti puzzle presenti nel gioco, consentendo al nostro protagonista di esercitare la telecinesi, controllare le fiamme e praticare altri scherzetti in linea con la serie.
Nel corso della prima parte della demo, ambientata all'interno di un edificio collegato alla setta, ho effettivamente passato parecchio tempo alle prese con la risoluzione di enigmi in stile Resident Evil, tra chiavi da recuperare e oggetti da incastrare nei posti adatti; niente di particolarmente innovativo, tuttavia la direzione artistica dell'area mi è parsa perlomeno efficiente - al netto di un character design dei nemici "comuni" non particolarmente interessante - e, in generale, ho apprezzato la sensazione di trovarmi all'interno di una sorta di escape room. In più, diversamente da molte avventure in circolazione, i rompicapo rappresentano una parte importantissima