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Quali salvataggi persi o cancellati per errore mi hanno fatto più arrabbiare?
Ho iniziato la mia carriera da videogiocatore quando salvataggi ancora non esistevano, o erano comunque molto rari: forse per questo, alcune delle esperienze più 'traumatiche' nella mia più che trentennale esperienza da gamer le ho vissute quando mi è capitato di perdere un salvataggio importante.
Nonostante le infinite migliorie, aggiunte e ottimizzazioni che stanno caratterizzando il virtuoso percorso post-lancio della gemma sci-fi di Hello Games, come l'enorme espansione No Man's Sky Cosmos, ricordo con nostalgia le notti trascorse a esplorare il desolato universo procedurale della primissima versione del sandbox spaziale ideato da Sean Murray. Decisamente meno divertenti sono stati però i numerosi bug con cui mi sono dovuto confrontare in compagnia del mio viaggiatore alieno, con vere e proprie esplosioni di rabbia in occasione di un paio di crash improvvisi che mi hanno costretto a ricominciare da zero l'intera avventura. Eppure, paradossalmente quelle esperienze mi hanno spinto ad apprezzare ulteriormente No Man's Sky, abituandomi all'idea di riavviare una nuova partita in modalità Sopravvivenza almeno una volta all'anno per apprezzare appieno tutte le aggiunte delle espansioni gratuite sviluppate dal piccolo ma tenace team inglese al seguito di Murray.
Le citratrici emotive lasciatemi dalla perdita del salvataggio di Gothic 3 sono ancora dolorose. Diversamente da quanto accadutomi con No Man's Sky, questa volta la colpa è da attribuire solo ed esclusivamente alla mia incuria nell'installare il gioco, e i relativi salvataggi, su un hard disk meccanico di scarsa qualità che non andava particolarmente d'accordo con gli sbalzi di tensione a cui era sottoposto il mio vecchio PC gaming. Un peccato imperdonabile, considerando le oltre 120 ore di gioco investite in quel meraviglioso mondo aperto tra luci e ombre, come descritto nella nostra recensione di Gothic 3.
Se la perdita dell'hard disk nel quale avevo installato Gothic 3 mi spinse ad abbandonare il viaggio intrapreso in quella dimensione fantasy, nel caso di Mass Effect 2 decisi di riprendere da zero l'avventura del Comandante Shepard dopo aver perso il salvataggio nonostante fossi arrivato quasi alla conclusione dell'odissea spaziale dello Spettro N7. Come accaduto a tanti altri, il problema non fu il salvataggio in sé, bensì la necessità di privarmi della mia Xbox 360 dopo il famigerato Red Ring of Death: al tempo commisi l'errore di spedire la console in assistenza senza rimuovere l'hard disk e senza conservare in cloud o su una memory card i salvataggi al suo interno, e così al ritorno scoprii amaramente che la memoria era stata formattata, e con essa i miei progressi nel GDR sci-fi di BioWare.
Nel caso del qui recensito Baldur's Gate 3, fortunatamente il bug 'azzera-salvataggi' lamentato da molti appassionati nelle fasi immediatamente successive alla chiusura dell'Early Access e al raggiungimento della versione 1.0 mi si presentò nelle primissime fasi dell'avventura, all'incirca dopo 10 ore di gameplay. Eppure, ciò non ha reso meno traumatica la separazione dal mio personaggio con il quale avevo già instaurato un legame profondo ancor prima di iniziare l'odissea nei Reami Dimenticati, in ragione delle ore investite nell'editor iniziale per selezionarne accuratamente tutti i parametri estetici, le abilità e i tratti caratteriali. Un legame con il mio eroe ideale che non riuscii mai a stringere nuovamente con il secondo personaggio, e questo a dispetto delle infinite ore che ho trascorso nei suoi panni, non senza incorrere in altri bug piccoli e grandi, fino al completamento del capolavoro ruolistico degli studi Larian.
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