// ANSA CRONACA — CRONACA
Strage di Ustica: 46 anni di processi, ancora nessuna risposta
A 46 anni di distanza dalla sera in cui il Dc9 dell'Itavia, partito da Bologna e diretto a Palermo, esplose nei cieli di Ustica con 81 persone a bordo, continuano a non avere un nome i responsabili di quella strage.
LE PRIME TAPPE - Inizialmente si pensa a un cedimento strutturale, ma c'è chi ipotizza che a causare l'esplosione siano stati una bomba o un missile. A luglio 1980 sui monti della Sila viene ritrovato il relitto di un Mig 23 libico e si sospetta che l'aereo abbia avuto un ruolo nella tragedia.
L’IPOTESI DEL MISSILE - Nel 1982 la commissione ministeriale scarta l'ipotesi del cedimento strutturale e propende per quella di un’esplosione: una bomba posizionata all’interno o un missile. Due anni dopo il giudice istruttore Vittorio Bucarelli dispone una nuova perizia affidata a una commissione e si decide di recuperare il relitto. Nel 1989 la commissione sposa la tesi del missile ma qualche mese dopo due dei cinque componenti cambiano idea e parlando di una bomba. A luglio Bucarelli, accusato dall'ex ministro Amato di essere un bugiardo, si dimette. Al suo posto arriva Rosario Priore. Nel 1992 una settantina tra ufficiali e sottufficiali dell'Aeronautica militare vengono accusati di depistaggi, distruzione di prove e falso.
IL DOSSIER - Nel 1997 sul tavolo di Priore arriva un dossier completo di 17 anni di indagini. L'ipotesi è che quella sera il Dc9 volò per un'ora in uno scenario di guerra con gli altri velivoli che avevano i transponder spenti per evitare di essere identificati. Priore disporrà 9 rinvii a giudizio: quattro generali dell'Aeronautica accusati di attentato agli organi costituzionali con l'aggravante dell'alto tradimento, cinque di falsa testimonianza. Nel 2004 la seconda Corte d'assise di Roma derubrica il reato di attentato agli organi costituzionali con l'aggravante dell'alto tradimento. Dopo 3 giorni di camera di consiglio, viene disposto il non doversi procedere nei confronti dei generali Lamberto Bartolucci e Franco Ferri. Assolti Corrado Melillo e Zeno Tascio. Un anno dopo la prima Corte d'assise d'appello assolve i primi due "perché il fatto non sussiste". Nel 2007 arriva l’assoluzione definitiva della Cassazione. Nel 2010 il ministero della Giustizia, su richiesta della Procura di Roma che ha aperto una nuova indagine sulla strage, inoltra quattro rogatorie internazionali negli Stati Uniti, Francia, Belgio e Germania.
LA SENTENZA - Nel 2013 la Cassazione respinge il ricorso presentato dal ministero della Difesa e delle Infrastrutture sposando la tesi del missile. I ministeri vengono condannati a risarcire i familiari come aveva già deciso il tribunale di Palermo.
LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE – A marzo scorso la Procura di Roma ha chiesto al gip l'archiviazione dell'ultima inchiesta. Non sarebbe riuscita a identificare la nazionalità dei caccia in assetto che quella sera erano nei cieli di Ustica e dunque a individuare i responsabili. Questo nonostante le decine di rogatorie internazionali e le numerose testimonianze raccolte dai magistrati. Ci sarebbe stata poca trasparenza nella collaborazione fornita dai Paesi ai quali l'Italia si è rivolta. Il giudice deciderà se accoglierla il prossimo novembre.