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Il Tribunale di Roma: 'Sostegno al giudice di Ranucci'
Il Tribunale di Roma, per voce del suo presidente, prende una posizione netta riguardo le polemiche degli ultimi giorni e difende la giudice che dovrà occuparsi del ricorso presentato da Sigfrido Ranucci contro la rimozione dalla conduzione di Report decisa dalla Rai. "Esprimo il mio sostegno alla dott.ssa Donatella Casari, magistrata che dimostra quotidianamente indipendenza, imparzialità ed equilibrio, oltre a una solida preparazione" afferma il presidente del Tribunale Lorenzo Pontecorvo assicurando che "l'assegnazione del fascicolo" è avvenuta "nel rispetto delle analitiche disposizioni tabellari vigenti da anni" e che "mediante meccanismi automatici" assicurano il "principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge". Inoltre, aggiunge Pontecorvo, le "critiche" mosse a Casari riguardano "non meglio precisati pregiudizi desunti da decisioni rese in precedenti procedimenti giurisdizionali", in particolare il caso Almasri, e dunque "non comparabili con la controversia oggi sottoposta al suo esame, né per natura e oggetto né per le parti coinvolte". Parole che arrivano nel giorno in cui i togati del Csm, ad eccezione di Bernadette Nicotra, chiedono l'apertura di una pratica a tutela dell'autonomia e dell'indipendenza della giudice. I firmatari sottolineano che alcuni organi di informazione lasciano "intendere che un giudice sia stato 'scelto' in ragione delle sue precedenti decisioni", e che ciò "costituisce una grave disinformazione sul funzionamento dell'ordinamento giudiziario". Secondo i togati, in questo modo vengono attribuite "ai magistrati finalità politiche" o si mette "in dubbio l'indipendenza e l'imparzialità sulla base delle decisioni assunte nell'esercizio delle loro funzioni". Intanto l'ex conduttore di Report, tramite il suo legale Roberto De Vita, spiega di aver ricevuto attestati di "solidarietà personale dalla gran parte dei componenti della redazione" dopo un articolo di stampa dal titolo 'Se ritorna lui ce ne andiamo noi'. "Sigfrido Ranucci rappresenta di aver ricevuto, successivamente alla pubblicazione, numerosi messaggi di dissociazione rispetto a quanto riportato nell'articolo" sottolinea l'avvocato De Vita, aggiungendo che il giornalista "esprime preoccupazione in relazione a tale pubblicazione poiché l'anonimato delle fonti richiamate e la concomitanza con una delicata fase cautelare attualmente in corso innanzi al Tribunale del Lavoro, rischiano di turbare il sereno svolgimento della vicenda giudiziaria".
Il Tribunale di Roma: 'Sostegno al giudice di Ranucci'
ROMA,
28 settembre 2026, 20:54
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