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Shawn Layden bacchetta PlayStation: l'ex CEO contro la rimozione dei giochi fisici
La decisione di Sony di eliminare definitivamente i dischi fisici per i titoli PlayStation a partire dal 2028 continua a sollevare accese polemiche tra gli appassionati e gli addetti ai lavori, trovando ora una voce critica anche all'interno della sua stessa storia. Nel corso di un'intervista concessa al podcast The Expansion Pass, l'ex presidente di SIE Worldwide Studios Shawn Layden ha espresso forte perplessità verso una transizione potenzialmente dannosa per l'azienda. Pur riconoscendo la comodità del digitale per la maggior parte del pubblico - sottolineando ironicamente come il download sia diventato preferito persino rispetto al semplice gesto di alzarsi dal divano per inserire un disco -, Layden ha definito una "mossa errata" l'idea di abbandonare del tutto il formato fisico, ignorando quella fetta di utenza che costituisce il nucleo più appassionato del mercato.
"Magari la distribuzione è per l'80% digitale e per il 20% fisica, ma quel 20% è di un'importanza fondamentale", ha spiegato Layden (minuto 1:06:45 del video in calce). "Parliamo dei fan più fedeli in assoluto, quelli che spesso acquistano persino due copie dello stesso titolo, una da collezione sigillata e una da giocare". L'ex dirigente ha quindi centrato il punto focale della questione, ovvero il netto passaggio dal concetto di proprietà di un prodotto a quello di semplice licenza d'uso: "Se non puoi rivendere un oggetto, significa che non lo possiedi. E se non lo possiedi, cosa stai acquistando davvero? Comprare il solo accesso a un contenuto digitale non suona esattamente invitante".
Il timore diffuso tra i giocatori riguarda infatti la permanenza nel tempo dei contenuti acquistati, alimentato da recenti episodi in cui varie aziende hanno rimosso elementi digitali dai cataloghi degli utenti. Layden ha concluso evidenziando come il pubblico tenda inevitabilmente a prefigurarsi lo scenario peggiore quando vengono meno le garanzie sul formato tangibile: "Tutto questo si traduce in un impatto pesantissimo per la reputazione e l'immagine del marchio". Resta ora da capire se il risparmio economico derivante dalla dismissione delle catene di produzione e distribuzione dei dischi ripagherà Sony per la perdita di fiducia generata all'interno della propria community.