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Resident Evil 2: perché aspettavo sempre troppo prima di usare un nastro d'inchiostro?
Nell'epoca a cavallo fra la fine degli anni '90 e i primi duemila, i videogiochi erano più difficili. Su questo ci sono davvero pochi dubbi. E lo erano non soltanto perché i nemici erano più ostici da abbattere, ma anche per una serie di altre meccaniche di gioco che oggi definiremmo "infernali".
Tra queste ce ne era una che ha caratterizzato il secondo, glorioso capitolo della saga survival horror di Capcom, Resident Evil 2. Il gioco ti permetteva di salvare la partita... ma solo in determinati punti. A rendere ancora più ostica la faccenda c'era la necessità di munirsi di un nastro di inchiostro, del quale il giocatore doveva essere in possesso e che necessitava di essere consumato presso le classiche macchine da scrivere. Un punto di salvataggio quindi che in primis andava ricercato e, secondariamente, che obbligava il giocatore a consumare un elemento prezioso del proprio inventario.
Questa meccanica di gioco ha fatto nascere in me un meccanismo alla lunga estenuante. Aspettavo, aspettavo e aspettavo prima di consumare quel nastro d'inchiostro. Il motivo era semplice: non sapevo quando ne avrei trovato un altro e quindi evitavo, di fatto, di usarlo con il rischio di sprecarlo. Inoltre, il nastro pesava, in tutti i sensi. Chi ha giocato a Resident Evil sa bene che l'inventario era formato da slot, che era possibile riempire tramite gli oggetti. Essi potevano essere armi, munizioni, elementi per la cura e, ovviamente, il nastro d'inchiostro.
Insomma, portarsi dietro questo elemento specifico significava sacrificare un po' di spazio che avremmo potuto riservare a munizioni o altre armi. Una scelta tattica non banale o semplice. Capite bene che in questo ginepraio la nostra psiche ha dovuto fare i conti con una serie di domande e dubbi. "Ne ho pochi, meglio tenerli per dopo", ma il problema è che quel "dopo" non arrivava mai. Anzi, spesso coincideva con un evento catastrofico, come l'arrivo del Licker o livelli ostici, e ancora enigmi ambientali apparentemente irrisolvibili.
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