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Questo comando nascosto di Claude Code è tutto quello che serve per trovare errori nei tuoi vecchi prompt
Pensate di essere bravi a dare istruzioni a un'AI? Magari lo siete, ma se vi sbagliaste? E come fare a capirlo? Arriva in soccorso un comando nascosto di Claude Code che trova ridondanze, contraddizioni e indicazioni che peggiorano attivamente il comportamento del modello nei nostri prompt.
Il comando in questione si chiama /doctor prompt-audit ed è parte dello strumento diagnostico integrato in Claude Code. Mentre /doctor verifica che l'installazione sia corretta, prompt-audit fa qualcosa di più interessante: analizza le istruzioni permanenti che avete costruito attorno al vostro setup, come file di configurazione, skill personalizzate, plugin installati e regole varie.
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Nel caso descritto su XDA Developers, Claude ha identificato cosa analizzare (otto skill personalizzate, 17 skill sincronizzate da Anthropic e sette plugin installati), poi ha suddiviso il lavoro tra più sottoagenti a cui ha dato istruzioni molto precise: trattare i file come dati e non come comandi, non eseguire nulla, valutare le istruzioni rispetto al modello Opus 5.5 (ma ovviamente potete sceglierne un altro) e seguire una metodologia specifica.
Per ogni problema trovato, il sistema ha restituito la posizione esatta nel file, una citazione del testo incriminato, il tipo di problema, il motivo per cui era obsoleto, un indice di confidenza e soprattutto una proposta di correzione.
I 75 problemi trovati erano distribuiti in parti uguali tra le tre categorie: 25 nelle skill create dall'utente, 25 in quelle sincronizzate da Anthropic e 25 nei plugin di terze parti. Un risultato che dimostra come il problema non sia personale, ma strutturale: le istruzioni invecchiano, e quasi nessuno le aggiorna. Con l'evolversi dei modelli, anche i prompt dovrebbero fare altrettanto, ma spesso è tanto lavoro per una cosa che già funziona, anche se potrebbe farlo ancora meglio.
Il tema centrale emerso dall'audit è quello del bagaglio accumulato. Ogni volta che un modello AI non seguiva un'istruzione, la reazione naturale era enfatizzarla nel prompt: aggiungere un DEVI, scrivere in maiuscolo, mettere "non negoziabile" e così via. Il problema è che queste istruzioni rimangono anche quando il modello successivo non ha più bisogno di tutta quella pressione.
Uno degli esempi più chiari riguardava un'istruzione che diceva a Claude che "il suo tempo di ragionamento non è il blocco" e lo invitava a "prendersi il tempo necessario per riflettere bene". L'audit ha segnalato tutto questo come inutile su Opus 5.5, dove la profondità di ragionamento si controlla tramite un'impostazione dedicata, non con frasi motivazionali.
Alcune istruzioni non erano solo inutili, ma controproducenti. Due skill dicevano a Claude di "raccontare al massimo una breve frase" mentre lavorava, un consiglio che in passato serviva a evitare che i modelli parlassero troppo. Su Opus 5.5, che tende già a comunicare poco durante l'esecuzione, il risultato era l'opposto: Claude diventava così silenzioso da far dubitare che stesse facendo qualcosa. Altre istruzioni spingevano nella direzione opposta, chiedendo a Claude di invocare una certa skill anche se c'era solo un 1% di probabilità che fosse pertinente, con la parola "ASSOLUTAMENTE DEVE" nel testo. Su un modello che segue le istruzioni alla lettera, magari più di quanto non facessero i precedenti, questo si traduce in skill che scattano molto più spesso del necessario.
Il caso più divertente, però, riguardava una skill per rinominare file in base al testo alternativo delle immagini. A un certo punto l'utente aveva cambiato idea su come voleva che funzionasse, ma invece di riscrivere l'istruzione l'aveva integrata. Il risultato era che in un punto il file diceva di mostrare l'anteprima prima di rinominare, e poche righe dopo diceva di procedere senza chiedere. Claude, a seconda di come interpretava le due