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Windows 10 non muore: Microsoft estende gratis il supporto fino a ottobre 2027
Windows 10 doveva essere ufficialmente morto da quasi un anno: la data di fine supporto era fissata al 14 ottobre 2025 (sì, l'anno scorso). Eppure, in silenzio e senza grandi annunci, Microsoft ha appena prolungato la vita del sistema operativo fino a ottobre 2027, gratis, per tutti. Anche chi non si era iscritto al programma di aggiornamenti di sicurezza estesi (ESU) può ancora accedervi.
La mossa non sorprende del tutto, ma contraddice apertamente la narrativa che Microsoft aveva costruito negli ultimi anni: quella di un'azienda decisa a spingere gli utenti verso Windows 11 a tutti i costi, anche a costo di rendere i vecchi PC incompatibili.
Cosa è cambiato? Parecchio, e non in senso positivo per chi sperava in un aggiornamento rapido e indolore del parco macchine mondiale.
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Il problema di fondo è sempre lo stesso: Windows 11 richiede hardware specifico, in particolare il chip TPM 2.0 e il Secure Boot, che su molti PC più vecchi semplicemente non ci sono.
Non è una questione di prestazioni, ma di requisiti di sicurezza che Microsoft ha scelto di rendere obbligatori. Risultato: milioni di computer perfettamente funzionanti non possono ricevere l'aggiornamento in modo ufficiale.
A questo si aggiunge un problema di tempismo pessimo: i prezzi di RAM e memorie di archiviazione sono aumentati moltissimo nel 2026 e, secondo le previsioni, la crisi delle memorie non finirà prima del 2028. Chi un anno fa esitava a comprare un PC nuovo oggi si trova davanti a prezzi ancora più alti. Né i privati né le aziende hanno voglia di spendere per un aggiornamento forzato in questo momento.
L'estensione gratuita fino al 2027 è quindi, più che una gentilezza, un riconoscimento implicito che il piano originale non ha funzionato. Non ci sono nuove funzioni, solo aggiornamenti di sicurezza: Windows 10 resta quello che è, ma almeno non diventa un sistema esposto a ogni vulnerabilità nota.
Microsoft aveva puntato molto su Copilot e l'intelligenza artificiale come motivo per passare a Windows 11, arrivando persino ad aggiungere un tasto fisico dedicato alle nuove tastiere.
Ma l'entusiasmo è durato poco: il tasto è già sparito dai nuovi modelli, e le funzioni AI che continuavano a comparire ovunque, da Paint a Blocco Note, hanno irritato più utenti di quanti ne abbiano convinti. Anche il grande piano di Microsoft per ridisegnare Windows attorno all'AI non ha cambiato la situazione di chi usa ancora hardware vecchio.