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Il nuovo video di Matrix Awakens sposta il confine tra realtà e finzione, e ci ricorda ancora una volta che stiamo sottovalutando l'IA
Se avete mai visto The Matrix Awakens, la tech demo in Unreal Engine 5 pubblicata su PlayStation 5 qualche anno fa, sapete già che il livello tecnico era fuori scala. Qualcuno ha avuto l'idea di applicarci il DLSS 5 di NVIDIA e di pubblicare il risultato su YouTube, e quello che è venuto fuori è un filmato in cui il confine tra realtà e finzione è molto sfocato.
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Il DLSS 5, per chi non lo conosce, è la tecnologia di upscaling AI di NVIDIA che usa reti neurali per migliorare la qualità visiva delle immagini in tempo reale. Applicarla a una tech demo lineare come Matrix Awakens è particolarmente efficace per valutarne l'impatto: non ci sono variabili di gameplay a complicare il confronto, il che rende ogni differenza immediatamente leggibile.
I miglioramenti più evidenti riguardano i volti dei personaggi: c'è un'intera sezione del video con la stessa clip con e senza DLSS 5 fianco a fianco, e la differenza è netta, quantomeno laddove serve al nostro occhio per distinguere un videogioco da quello che sembra invece un vero attore.
Anche tutta l'ambientazione, rispetto perfino a un GTA 6, trasuda più realismo, probabilmente grazie anche alla gestione delle luci e non solo delle texture.
Laddove invece si capisce che siamo di fronte a una finzione non è tanto in certi movimenti di camera al limite dell'impossibile, quanto nella fisica, sia dei veicoli che, soprattutto, delle persone. Il nostro occhio è da sempre più attento al realismo quando si tratta di altri essere umani, perché sono la cosa che osserviamo di più nella nostra quotidianità, e alcuni movimenti dei protagonisti risultano ancora troppo plastici. Ma questo non è un problema di grafica.
Siamo comunque di fronte a un qualcosa che è destinato a cambiare non solo i videogiochi, ma anche il cinema e l'intrattenimento in generale. Con la capacità sempre più evidente dell'IA creare video dal niente e con questo livello di realismo, quanto ci vorrà prima che anche gli attori in carne ed ossa siano rimpiazzati da quelli virtuali? O i presentatori di un TG? O tutti noi? Sì, è un'iperbole voluta, ma sottovalutare la portata dell'intelligenza artificiale è un errore che stiamo già facendo.