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Perché ci dimentichiamo delle storie nei videogiochi? Un fenomeno che colpisce tantissimi giocatori
Sono sicuro che, fra i tanti giochi finiti negli ultimi dieci anni, solo di alcuni ricordate la storia, il finale e le motivazioni che hanno portato i protagonisti a compiere determinate scelte. Bene, sappiate che non siete soli, anzi, siete in ottima compagnia. E non è un problema di memoria, ma di trame che, difficilmente, restano impresse.
Anzitutto c'è un limite tecnico praticamente impossibile da risolvere o aggirare: la storia dei videogiochi non è compressa e molto spesso è sparsa in decine e decine di ore. Una parte è legata alla narrazione tramite filmati e cut-scene varie, l'altra è composta dagli indizi nella mappa di gioco ed un altro pezzo è legato alla lore, che va analizzata e studiata. Insomma, una serie di indizi che, messi insieme, danno forma alla storia, che appare a questo punto informe e poco delineata.
Il secondo motivo è meno tecnico e legato alla psicologia, e si chiama dissonanza ludonarrativa. Lo studio portato avanti da Clint Hocking ha preso come esempio BioShock, capolavoro in prima persona del 2007 uscito su Xbox 360. Il problema alla base è, a detta di Hocking, la discrepanza fra le azioni di gioco e la trama stessa. Le prime ti costringono a sparare e uccidere nemici a profusione, saccheggiare cadaveri e cercare risorse utili, mentre la trama ti porta altrove, a ragionare sulle scelte morali o questioni "più alte". Quando questi due elementi viaggiano su binari paralleli senza mai incrociarsi, è qui che nasce la dissonanza che porta molti giocatori a confondere trama e gameplay, dimenticandosi dei connotati precisi dell'uno e dell'altro.
Inoltre c'è un terzo aspetto, forse il più cruciale in tal senso, e cioè che negli ultimi anni gli open world soprattutto sono diventati mastodontici. Le mappe di gioco sono sempre più grandi e piene di cose da fare, missioni secondarie, collezionabili, tesori e altri misteri. Elementi che portano il giocatore a perdersi per strada, dimenticandosi di quella che è la main quest, che così diventa sempre meno impattante.
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