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Confcom, l'inflazione di ottobre verso il 5%
"La situazione internazionale rimane molto complicata. Il perdurare delle tensioni su tutta la filiera degli energetici acuisce i timori di un'accelerazione dell'inflazione. La nostra stima per il tasso d'inflazione di ottobre è 4,7% (Nic). Il 5% è, purtroppo, in vista.
Il superamento del 2% della core inflation pure. Non è un destino e tutto resta possibile. Tuttavia, gli spazi per evitare i suddetti pessimi risultati si restringono ogni giorno che passa con un Brent tra i 100 e 110 dollari al barile".
Ma reggono intanto consumi e Pil. Sono le previsioni di Confcom.
Per quanto riguarda la crescita "la nostra stima è di una crescita del Pil per il mese di ottobre dello 0,2% congiunturale e dell'1% tendenziale. Nel complesso del terzo trimestre la disponibilità di maggiori informazioni ci porta a confermare l'indicazione di una crescita dello 0,1% sul secondo quarto del 2026 e allo 0,9% su base annua, risultati che, da un lato, identificano la misura del rallentamento e, dall'altro, consentono di riproporre la nostra stima di una variazione dell'1% nel complesso dell'anno.
I consumi, calcolati nella metrica dell'Icc, si collocano anche a settembre in territorio positivo, con una variazione sullo stesso mese del 2025 del +1,1%, con dinamiche analoghe per beni e servizi. In linea con quanto registrato ormai da mesi, la tendenza al miglioramento è diffusa, con un'attenuazione delle marcate differenze nei tassi di crescita delle diverse funzioni di consumo che avevano caratterizzato luglio e agosto.
L'ultimo mese ha visto tra le componenti più dinamiche quei beni durevoli che da alcuni mesi segnalano una decisa tendenza alla sostituzione da parte delle famiglie come le autovetture, tornate a crescere in doppia cifra dopo il rallentamento di agosto, e gli elettrodomestici bianchi e bruni. Al netto del permanere di una maggiore richiesta di elettricità, legata ancora una volta a condizioni meteorologiche particolari, si conferma la preferenza verso quei consumi, soprattutto nell'area dei servizi, destinati a soddisfare i bisogni collegati al tempo libero come i ricreativi in senso stretto, i trasporti aerei e gli alberghi.
I marginali recuperi stimati per l'abbigliamento e le calzature e l'alimentazione domestica non attenuano le difficoltà di questi segmenti che vivono da tempo l'alternanza tra riduzioni e modesti miglioramenti. In questo scenario la criticità principale continua a essere rappresentata dal riacutizzarsi dell'inflazione che, sulla spinta delle pressioni sui prezzi del petrolio e del gas generate dal conflitto in Medio Oriente, ha toccato a settembre il 4,2%. Il ritorno a tassi di crescita che non si registravano dall'estate del 2023 è al momento imputabile quasi esclusivamente a energetici e trasporti, a cui si sono aggiunti da settembre i rialzi dei prezzi degli alimentari non trasformati generati dalle avverse condizioni climatiche estive, ma si rafforzano i timori sulla trasmissione degli impulsi ad altre filiere.