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Carburanti, lo sconto non basta: solo 1 distributore su 4 tiene il diesel sotto 2,20 euro
Carburanti, solo il 26% dei distributori vende gasolio sotto 2,20 euro. Benzina sotto 2 euro nel 52% degli impianti: la mappa regionale
La tenaglia del caro carburanti stringe ancora in una morsa gli automobilisti italiani. Fare il pieno, nonostante gli sforzi e gli sconti di alcuni operatori del settore, deve misurarsi con cifre esagerate. A ciò, si aggiunge un ulteriore problema: non tutti gli automobilisti pagano gli stessi prezzi, poiché solo una parte dei distributori riesce a mantenere benzina e gasolio al di sotto di alcune soglie significative.
A fotografare la situazione è un’analisi di Facile.it, elaborata sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 14 ottobre 2026. Il risultato evidenzia una differenza importante tra i due carburanti: il 52% dei distributori vende benzina a meno di 2 euro al litro, mentre soltanto il 26% degli impianti propone gasolio sotto i 2,20 euro. Le percentuali riguardano esclusivamente la modalità self-service sulla rete stradale ordinaria, senza comprendere le autostrade.
Lo studio ha preso in esame oltre 19.500 distributori che avevano comunicato almeno un aggiornamento dei prezzi a partire dal 5 ottobre. Tra questi, appena 5.030 impianti risultavano ancora sotto la soglia di 2,20 euro al litro per il diesel.
Osservando la cartina del nostro Paese, si possono notare delle differenze considerevoli. Le Marche guidano la classifica nazionale con il 38% delle stazioni analizzate sotto il limite considerato, seguite dall’Abruzzo con il 36%. Lazio e Umbria condividono il terzo posto con il 31%, mentre Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Liguria raggiungono il 30%.
La situazione diventa profondamente diversa nel Mezzogiorno. La Campania registra la percentuale più bassa d’Italia, appena il 14%, preceduta dalla Basilicata con il 16% e dalla Calabria con il 19%. In Lombardia la quota si ferma al 24%, mentre Piemonte, Emilia-Romagna, Sardegna e Sicilia si attestano al 26%. La Toscana raggiunge il 27%, confermando un quadro nel quale la possibilità di trovare prezzi più convenienti cambia sensibilmente da una regione all’altra.
Per chi si muove con un’automobile a benzina, il panorama appare meno penalizzante. Sempre secondo il report fornito da Facile.it, 10.223 distributori praticano un prezzo inferiore ai 2 euro al litro, una quota che supera la metà del campione nazionale.
Tornando a osservare le differenze lungo lo Stivale, in cima alla graduatoria compare la Valle d’Aosta, dove il 62% degli impianti esaminati rimane sotto la soglia poc’anzi indicata. Seguono Sicilia e Marche, entrambe al 60%, mentre il Lazio raggiunge il 58%. Tra le regioni più popolose, la Lombardia si attesta al 56%, il Piemonte al 55% e il Veneto al 51%.
In Emilia-Romagna la percentuale è identica a quella veneta, mentre la Toscana arriva al 54%. All’estremo opposto si colloca la Basilicata, con appena il 36% dei distributori sotto i 2 euro, seguita dalla Campania al 37% e dalla Calabria al 42%. Questi valori non rappresentano il prezzo medio regionale, ma la percentuale di impianti che rispettano i limiti scelti per l’indagine. Un’informazione utile per individuare le aree dove è statisticamente più facile trovare un rifornimento meno costoso.
I dati ufficiali del Mimit aggiornati al 16 ottobre 2026 mostrano quanto le quotazioni dei carburanti rimangano elevate. Sulla rete stradale ordinaria, il prezzo medio della benzina self-service è di 2,034 euro al litro, mentre quello del gasolio raggiunge 2,256 euro.