// ANSA CRONACA — CRONACA
Le possibili cure per il Papa, fattore vita sana aiuta la ripresa
Lasciato oggi il Policlinico Gemelli, sorridente e in apparente buona forma, dopo l'operazione chirurgica per l'asportazione di un adenocarcinoma polmonare, per papa Leone XIV potrebbero ora aprirsi scenari diversi a seconda che si rendano o meno necessarie ulteriori terapie post intervento. Dipenderà dagli esami istologici e molecolari effettuati, il cui esito è atteso a giorni. Intanto, la buona tempra del pontefice ed il fatto che sia un non fumatore ed uno sportivo, hanno senza dubbio contribuito ad una più rapida ripresa. E' il quadro delineato da Marcello Tiseo, direttore dell'Unità operativa complessa di Oncologia medica all'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e membro del direttivo dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom).
Il primo possibile scenario, spiega Tiseo all'ANSA, "è che per il papa possano non rendersi necessarie ulteriori terapie. Questo nel caso in cui gli esami evidenziassero che il tumore era allo stadio iniziale, stadio 1, e se la valutazione istologica escludesse un interessamento dei linfonodi". In questo scenario, dopo l'intervento subito, il pontefice dovrebbe solo effettuare dei controlli periodici. Se invece gli esami indicassero che la malattia è in uno stadio più avanzato, stadio 2 o 3, e con il coinvolgimento dei linfonodi, "si potrebbe valutare una terapia preventiva per ridurre il rischio di recidive: in questo secondo scenario - spiega - si potrebbero utilizzare farmaci biologici, cioè a target molecolare poichè indirizzati a specifiche mutazioni geniche, che sono in genere presenti in circa il 15% dei casi di adenocarcinoma. Si tratta, in particolare, della mutazione del gene Egfr, più frequente nei non fumatori: essendo il papa non fumatore ha, dunque, una maggiore possibilità di presentare tale mutazione, che consente di utilizzare una terapia mirata". Un ulteriore scenario si verificherebbe se gli esami indicassero l'assenza di alterazioni molecolari: "In questo caso si potrebbe valutare l'opportunità di una chemioterapia preventiva. E se, al contempo, si rilevasse un'alta espressione della proteina Pdl1, che è un indicatore di risposta positiva all'immunoterapia, allora si potrebbe valutare di procedere ad un trattamento di chemioterapia più immunoterapia". Naturalmente si tratta di diversi scenari che avrebbero un differente impatto: "le terapie biologiche sono infatti meglio tollerate, sono compresse somministrate oralmente ed hanno dunque un minore impatto sulla vita quotidiana. La chemioterapia e l'immunoterapia vengono invece somministrate per via endovenosa e in ospedal". A contare sono anche i sani stili di vita del pontefice: "la buona forma fisica e il fatto di non fumare hanno consentito di affrontare al meglio l'intervento e di recuperare in tempi più rapidi rispetto ai giorni di degenza inizialmente previsti, circa una settimana", afferma Tiseo. Al momento, i segnali sono "positivi", sottolinea, come dimostra anche la ripresa lavorativa e delle attività da parte del pontefice. Presumibilmente proseguirà la fisioterapia, ma non sono necessari particolari presidi medici da allestirsi nel Palazzo apostolico dove Leone risiede, sottolineano fonti vaticane. In Vaticano, il papa continuerà ad essere seguito dal suo medico personale, Luigi Carbone, e dai medici che lo hanno avuto in trattamento al Policlinico Gemelli
Le possibili cure per il Papa, fattore vita sana aiuta la ripresa
ROMA,
17 ottobre 2026, 20:35
Veloci, dettagliate, verificate. Nella tua casella mail.
Certificazione ISO 9001 I “processi di Produzione, distribuzione e pubblicazione di notizie giornalistiche in formato multimediale, servizi di informazione e comunicazione giornalistica” ANSA sono certificati in alla normativa internazionale UNI ENI ISO 9001:2015.
Certificazione UNI PdR 125:2022 Misure per garantire la parità di genere nel contesto lavorativo relativo alla produzione, distribuzione e pubblicazione di notizie giornalistiche in formato