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La smart TV è lenta e piena di pubblicità? C’è chi usa l’AI per ripulirla
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Pubblicità prima delle app e menu lenti anche su televisori ancora validi: alcuni utenti stanno usando l’AI per ripulire la smart TV e renderla più semplice da usare. Ecco cosa si può ottenere, su quali modelli e con quali rischi.
Per aprire Netflix o selezionare una porta HDMI dovrebbe bastare qualche pressione sul telecomando. Su diverse smart TV, invece, bisogna attraversare suggerimenti, contenuti sponsorizzati e menu che con il tempo diventano meno reattivi. Cambiare televisore per questo sarebbe uno spreco, soprattutto quando il pannello funziona ancora bene.
Alcuni sviluppatori stanno provando a risolvere il problema con gli assistenti di programmazione AI: fanno analizzare il software installato, disattivano componenti superflui e sostituiscono la schermata iniziale. L’obiettivo è ritrovare subito le proprie app, senza le proposte commerciali del produttore. I risultati condivisi online mostrano cosa si può ottenere, ma marca, sistema operativo e modello della TV fanno ancora la differenza.
Il primo intervento riguarda il launcher, cioè l’applicazione che mostra la schermata principale. Sostituirlo permette di dare spazio alle app utilizzate e agli ingressi del televisore, riducendo gli elementi che affollano la home originale. Chi usa quasi sempre due servizi di streaming e una console può avere pochi comandi ben visibili, invece di scorrere righe di suggerimenti.
Questo intervento ha però un confine preciso: togliere gli annunci dalla home non elimina la pubblicità all’interno di YouTube o degli abbonamenti streaming che la prevedono. E una schermata più ordinata, da sola, non dimostra che il televisore abbia smesso di raccogliere dati.
Per la privacy bisogna considerare anche l’ACR, sigla di Automatic Content Recognition: il riconoscimento automatico dei contenuti. Dove presente e attivo, può identificare ciò che viene riprodotto attraverso impronte ricavate da immagini o audio, anche da sorgenti esterne. Ne abbiamo parlato nell’approfondimento su come le TV riconoscono i contenuti e quali implicazioni ci sono per gli utenti.
Nascondere una riga di consigli e disattivare un servizio di tracciamento sono dunque operazioni diverse. È su entrambe che cercano di intervenire i progetti circolati in questi giorni.
A raccogliere questi esperimenti è TechCrunch. Il metodo viene chiamato vibe coding: si descrive a un assistente AI il risultato desiderato e gli si affida una parte del lavoro di programmazione. In questo caso l’assistente può aiutare anche a individuare i componenti installati sulla TV e a preparare le modifiche.
Un esempio è cleanyourtv, nato dal fastidio dello sviluppatore Gathin T. per la pubblicità sul televisore Xiaomi dei genitori. Nel suo racconto, Claude Code ha individuato l’apparecchio sulla rete, è intervenuto su 25 pacchetti Xiaomi e ha realizzato una nuova home ispirata all’interfaccia di Apple TV.