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Dragon Ball Xenoverse 3 provato online: è un gioco per veri Super Saiyan?
Una nuova demo di Dragon Ball Xenoverse 3 mi ha permesso di analizzare le ottime premesse ruolistiche del gioco, ma anche il suo gameplay traballante.
In occasione di un evento stampa nei propri uffici a Lione, Bandai Namco mi ha concesso di mettere le mani su una nuova build di Dragon Ball Xenoverse 3. Se i precedenti contatti erano basati sul sistema di combattimento di Xenoverse 3, e successivamente sulle novità legate al sistema di personalizzazione, questa volta ho potuto giocare una manciata di missioni online con altri giocatori. Un'opportunità che mi ha permesso proprio di saggiare quel fitto sistema di customizzazione del proprio avatar, che ad oggi potrei definire il fiore all'occhiello del nuovo gioco tratto dall'universo di Akira Toriyama. Ed è proprio sull'assetto ruolistico che pare voglia puntare Xenoverse 3, dato che su altri fronti il titolo continua a mostrare gli stessi limiti del suo predecessore.
Avrete capito insomma che rimane ancora un mistero tutto quello che ruota attorno alla trama del gioco: per il momento continuiamo a sapere che Xenoverse 3 è ambientato nell'Anno 1000, e che il nostro avatar è un guerriero il cui compito è proteggere sia la futuristica West City sia la linea temporale canonica di Dragon Ball. La Pattuglia Galattica è qui sostituita dalla Great Saiya Squad, un'organizzazione guidata da Gamma 1 e con sede nella Capsule Corporation. Proprio l'edificio che un tempo fu casa di Bulma è l'hub centrale dal quale il nostro alter ego potrà muoversi, esplorando la città e interagendo con i vari NPC, che si divideranno tra personaggi originali - creati appositamente dal sensei Toriyama per il gioco - e parecchi volti noti della mitologia dragonballiana.
Proprio questi ultimi, in larga parte, potranno essere sbloccati tramite le Mistypix, delle speciali carte che una volta ottenute si potranno tramutare nelle rispettive controparti, facendo comparire il personaggio raffigurato al loro interno tra le strade di West City. In seguito, si potranno stabilire legami con questi personaggi (che spazieranno, per dire, da Vegeta Scouter a Ginew a Gogeta di Super), così da apprendere le loro tecniche per poi equipaggiarle al nostro avatar.In sostanza, si tratta di un ampliamento del già noto sistema di Maestri presente in Xenoverse 2, che in questo caso andrà a impattare in modo ancora più profondo la personalizzazione del nostro protagonista. Ed è proprio questo aspetto che, nella demo di poco meno di un'ora messa a disposizione da Bandai, ho potuto approfondire nel dettaglio.
Una piccola premessa: la build a cui ho giocato era localizzata anche in italiano, pertanto molti termini che leggerete d'ora in avanti possono ritenersi come ufficiali in vista del prodotto finale, salvo ulteriori cambiamenti nella traduzione.L'edificio principale che fa da quartier generale per la Great Saiya Squad è composto di vari livelli, ma in questa sede particolare mi è stata data l'opportunità di accedere alla sola Lobby dedicata alle missioni, che in linea generale è molto simile a quella che i giocatori di Xenoverse 2 conoscono bene: abbiamo due banconi principali, uno per le missioni in solitaria e uno per i raid in cooperativa, il tutto in un hub popolato da un gran numero di giocatori reali (in caso scegliate la modalità di gioco online, è chiaro).
Troviamo, ai lati della lobby, anche un sistema di Ranking che mette in primo piano (come se fossero delle statue celebrative) gli avatar dei giocatori con i risultati migliori dell'ultimo periodo, e in questo caso la classifica dovrebbe dipendere dalla Regione in cui si gioca e dai server in cui si sceglie di entrare. Tornando al nostro alter ego, la preparazione è fondamentale prima di lanciarsi in battaglia: questa volta non è necessario soltanto scegliere il proprio assetto di tecniche o di trasformazioni, ma di costruire una vera e propria build basandosi su caratteristiche e parametri ben precisi. È qui che emerge quanto Xenoverse 3 prenda sul serio la propria