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Urso: 'Il Viminale sta identificando camionisti per rimuovere i presidi'. I sindaci di Bari e Napoli: 'Rischio paralisi'
"Ribadiamo gli appelli lanciati nei giorni scorsi e la necessità del confronto avviato dal Governo con le associazioni dell'autotrasporto: la situazione nelle città del Mezzogiorno resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore". Lo dichiarano in una nota congiunta i sindaci di Bari e Napoli, Vito Leccese e Gaetano Manfredi.
"Prendiamo atto degli impegni economici annunciati dal Governo - dicono - , ma occorre accelerare concretamente la risoluzione della vertenza. Chiediamo al governo e al ministro Salvini di anticipare il confronto previsto per il 27 perché rischiamo città paralizzate e sommerse dai rifiuti". Nei due capoluoghi di regione, assieme agli altri territori del Sud, "il blocco della circolazione delle merci sta compromettendo gli approvvigionamenti alimentari - sottolineano Leccese e Manfredi - con prodotti che non raggiungono le piattaforme di distribuzione e scaffali dei supermercati sempre più vuoti. Le difficoltà cominciano a interessare anche servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano".
L'emergenza, sottolineano, "rischia di paralizzare intere comunità, con conseguenze economiche e sociali sempre più pesanti". "Auspichiamo che tutte le parti coinvolte individuino soluzioni che consentano di ripristinare la regolare circolazione delle merci e garantire la continuità dei servizi essenziali. Comprendiamo - concludono - le ragioni di chi protesta contro costi ormai insostenibili. Al contempo non possiamo permettere che a pagarne le conseguenze siano intere comunità. È il momento che tutte le istituzioni facciano fronte comune, assumendosi ciascuna le proprie responsabilità, prima che questa emergenza metta in ginocchio le nostre città".
Sui blocchi stradali degli autotrasportatori al Sud "il Viminale riferisce che si sta procedendo alle identificazioni, anche ai fini di rimuovere i presidi. Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive. È importante, credo che sia significativo e emblematico, che le stesse associazioni dei trasportatori ci chiedono, chiedono al Ministero degli Interni, di far rimuovere i blocchi", ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al question time alla Camera.
"Le misure predisposte ieri sono state giudicate favorevolmente dalle associazioni e ogni forma di protesta è stata sospesa - ha aggiunto Urso -. Rimangono sul campo dei presidi o anche dei blocchi sporadici, dei quali le stesse associazioni degli autotrasportatori hanno richiesto ufficialmente, con comunicato congiunto, la rimozione, ritenendo ingiustificabile continuare a bloccare il paese dopo la riapertura del dialogo considerata positiva. Analogo appello è arrivato dalle associazioni industriali del Mezzogiorno, e ovviamente dai consumatori".
Le identificazioni da parte della polizia sono in corso nei punti del Casertano dove sono i presidi degli autotrasportatori. Al momento sarebbero stati rimossi i presidi posti nei pressi delle autostrade, mentre all'interno, in particolare nelle aree industriali e nelle zone interportuali, i presidi permangono. Difficoltà ci sono perché diversi camion hanno le ruote bucate, per cui non possono muoversi; circostanze che vedono alcuni autotrasportatori come vittime, costretti a restare ai presidi pur volendo riprendere la marcia.
I fondi per l'autotrasporto verranno "già erogati da oggi, poi ci sarà un decreto legge, in cui verranno incluse tutte le misure su cui noi ci siamo impegnati", ha detto il viceministro al Mit, Edoardo Rixi, a margine dell'11/esimo Forum internazionale di Conftrasporto-Confcommercio, lanciando poi un appello a chi protesta.
"Richiediamo, ovviamente, di smobilitare i blocchi perché stanno creando grossi problemi ai cittadini, in particolare sugli approvvigionamenti agli ospedali e ai supermercati in alcune aree del paese, temiamo anche infiltrazi