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Sanità: 'I tempi d'attesa solo la principale criticità per il 74% degli italiani'
Per il 74% degli italiani, i tempi di attesa troppo lunghi per visite, esami e prestazioni sono il problema più sentito del sistema sanitario, seguiti dalla carenza di medici, infermieri e personale sanitario (56%) e dall'aumento dei costi sostenuti direttamente dalle famiglie per curarsi (39%). Guardando ai prossimi dieci anni, le preoccupazioni sono le stesse. Sono alcuni dei dati che emergono dall'indagine demoscopica realizzata da Fpa, società del Gruppo Digital360, in collaborazione con l'Istituto Piepoli, condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana presentata oggi in occasione di Forum PA Sanità 2026.
I cittadini vedono, però, nell'innovazione tecnologica e organizzativa una leva per risolvere molti di questi problemi: alla domanda se si aspettino un impatto positivo sulla riduzione dei tempi di attesa, il 74,5% risponde affermativamente. Tuttavia, solo il 57% guarda con ottimismo all'uso di strumenti innovativi e dell'IA a supporto di medici e operatori sanitari. Questi numeri rispecchiano l'attuale utilizzo degli strumenti digitali, che si concentra su ricette elettroniche, prenotazioni, pagamenti e consultazione online dei referti, mentre risultano ancora poco utilizzati i servizi più avanzati, come le televisite, le app per monitorare i parametri di salute e i servizi basati sull'IA.
"Pur non volendo negare le criticità esistenti - ha sottolineato Gianni Dominici, amministratore delegato di Fpa - dobbiamo guardare anche a quanto è stato fatto in questi anni, ai tanti progetti di innovazione digitale e organizzativa che sono stati avviati e realizzati a livello centrale e locale".
"I cittadini non respingano il digitale, anzi lo utilizzano sempre di più - ha commentato Mariano Corso, cofondatore degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e presidente di P4I -. Sugli utilizzi più avanzati c'è ancora un ampio margine di miglioramento, soprattutto quando entra in gioco l'IA. Il prossimo passo sarà quello di rendere familiari anche questi strumenti".