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Scontri a Milano, un ragazzo al gip: 'Volevo solo provare delle emozioni'
"Milano sarà presidiata, e anche le stazioni. Poi avere 500 parà della Folgore, con un'età media superiore ai 40 anni e che hanno fatto esperienze all'estero, in tante piazze milanesi, per me è una garanzia. Potranno garantire l'ordine pubblico, insieme alle altre forze dell'ordine. E intervenire in caso di necessità, coi Lince, coi droni e con mezzi adeguati a intervenire velocemente": così il vicepremier Matteo Salvini in prefettura a Milano. "Saranno preparati a fare quello che un militare deve e può fare, rispettando la normativa vigente. Sono militari e rispetteranno la legge, non è che andranno in giro a fare cose strane" ha aggiunto.
L'ORDINANZA"Volevo provare emozioni", ha messo a verbale un 21enne milanese arrestato il 18 ottobre per gli scontri in centro a Milano e, in particolare, per l'assalto con devastazione e saccheggi al Decathlon di piazza Cairoli. Emerge dall'ordinanza con cui la gip Maria Idria Gurgo di Castelmenardo ha disposto per lui, che ha raccontato anche di essere in cura per problemi psichiatrici, gli arresti domiciliari e per un 18enne nato in Svizzera il carcere, come misura cautelare. E' accusato pure lui per i fatti ai danni del negozio sportivo.
Il 21enne, come si legge, avrebbe portato via dal negozio sportivo, dove era entrato con gli altri indossando un passamontagna, anche "un accappatoio e una salvietta da bagno". A verbale ha ribadito: "Volevo sentirmi vivo e provare emozioni". Per la sua posizione la giudice ha valutato che già dopo l'arresto di domenica era stato messo ai domiciliari, che è incensurato e vive in casa con i suoi familiari. Domiciliari concessi, poi, anche per proseguire "i percorsi di cura che appaiono necessari".L'altro ragazzo, invece, poco più che maggiorenne, secondo il gip non si è ancora reso conto di ciò che ha fatto. La gip lo ritiene un "violento" che in quanto tale può trovare "con estrema facilità e frequenza" infinite "occasioni per dare sfogo" ai suoi "istinti ai danni di altri". Più avanti, spiega la giudice, si potrà valutare una eventuale richiesta di domiciliari per lui in un "contesto familiare" idoneo e con un monitoraggio "volto a impedire la ripresa dei contatti via social nella rete di autoconvocazione delle manifestazioni".
Nell'ordinanza la giudice spiega che "le situazioni di ritrovo di ampie frange di giovani e giovanissimi, indotti dai social network a prendere attivamente parte a condotte di dissenso insurrezionale, possono fungere da detonatore esponenziale di violenza". L'altro ragazzo, interrogato, ha spiegato che, malgrado avesse visto che era una "situazione potenzialmente violenta", ha deciso lo stesso "di partecipare per curiosità e spinto dall'euforia". La stessa gip ha sottolineato che da quest'ultimo non è arrivato alcun "pentimento o dispiacere" e che è venuto "appositamente" a Milano dalla Svizzera per prendere parte ai disordini. Da qui la decisione della custodia in carcere e non dei domiciliari con braccialetto elettronico, come per l'altro giovane. Per un terzo, accusato di altri fatti di devastazione e saccheggio e anche di resistenza pluriaggravata, è stata emessa oggi ordinanza di custodia in carcere.
Aveva con sé "nella tasca destra dei pantaloni", e quindi "in posizione tale da risultare pronto all'uso", un "coltellino" del quale "non ha saputo giustificare il motivo del possesso in strada". E' questo uno dei motivi, riportati nel capitolo delle esigenze cautelari, per il quale la gip di Milano Maria Idria Gurgo di Castelmenardo ha deciso di confermare il carcere con ordinanza per un 18enne, nato in Tunisia, accusato di resistenza pluriaggravata e devastazione e saccheggio per l'assalto a un negozio "Foot Locker", nel corso dei disordini del 18 ottobre.
Anche nel verbale d'arresto, come si legge, era stato indicato che il ragazzo aveva un "coltello pieghevole" di 15 centimetri. Pure lui ha detto che quel pomeriggio con degli amici era in centro a Milano "per soddisfare un desiderio di curiosità". In realtà, secondo la