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Al supermercato senza lamentarsi, i clienti condividono la protesta dei tir
Un'attesa paziente, senza lamentele, che finalmente si allenta. E' quella vissuta dai cittadini di Cosenza - così come di tutti i calabresi - che per giorni hanno dovuto fare a meno di numerosi prodotti alimentari, a cominciare da quelli freschi, come frutta e verdura, come conseguenza della protesta dei Tir che ha paralizzato le consegne. Un'attesa finita oggi, con la ripresa delle consegne che ha consentito di riempire gli scaffali di molti supermercati, anche se ancora non di tutti, di generi alimentari. La gioia per il ritorno ad una prima normalità comunque non fa dimenticare agli acquirenti i problemi del caro vita.
"Mi costringono a scegliere - racconta Mario, operaio, mentre si aggira tra i banchi frutta di un supermercato cosentino - tra fare benzina e fare la spesa. È assurdo. Con mia moglie non sappiamo più come fare. E per fortuna abbiamo un solo figlio".
Da parte dei clienti del negozio non c'è traccia di biasimo verso gli autotrasportatori, anzi. L'utenza ha colto le motivazioni alla base della protesta e manifestato, in molti casi, piena condivisione nei confronti del comparto agricolo.
Gli scaffali, riempiti di prima mattina, col passare delle ore, si sono nuovamente svuotati per il forte afflusso, ma già da domani, stimano i responsabili del punti vendita, tutto dovrebbe tornare alla piena normalità.
"Abbiamo lavorato con le scorte di magazzino - spiega Anna, direttrice di una nota catena della grande distribuzione - . I disagi più evidenti li abbiamo registrati sul fresco, specie latte, carne e pesce. Da oggi stiamo tornando a regime e domani gli scaffali e i banchi frigo saranno nuovamente completi. La nostra clientela è stata comprensiva e non ha lamentato particolari disservizi, anzi molti si sono detti a supporto dei blocchi".
Sebbene la merce stia tornando regolarmente a disposizione sugli espositori, il clima generale resta segnato dalle difficoltà economiche legate al caro vita e al mantenimento di prezzi elevati per i carburanti, fattori che continuano a pesare pesantemente sul potere d'acquisto dei cittadini. "Faccio la spesa - racconta Patrizia, pensionata - ma la crisi si sente. Ho una pensione esigua che mi costringe a comprare pochissimo, puntando solo su frutta o verdura che si conservano più a lungo, come le mele, perché i kiwi o altra frutta sono ormai diventati troppo cari. È aumentato tutto in modo insopportabile. Adesso la merce è tornata sugli scaffali ma sono d'accordo con lo sciopero degli agricoltori che ho visto in televisione, perché le loro ragioni sono sacrosante".