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Perché Final Fantasy 7 è la fiaba per adulti definitiva
Che cosa accomuna Final Fantasy 7 alle fiabe che ascoltavamo da bambini? Molto più di quanto sembri. Oltre le scenografie fantascientifiche, i combattimenti e i personaggi entrati nell’immaginario collettivo, l’avventura di Square Enix nasconde una struttura narrativa che attinge a piene mani dalla tradizione favolistica, rielaborandone gli elementi attraverso tematiche più adulte e complesse.
Il primo esempio è Midgar, l’enorme metropoli controllata dalla Shinra Corporation. La città assume la funzione che nelle fiabe apparteneva al castello, luogo simbolo della ricchezza e del potere. Al suo vertice troviamo il presidente Shinra e suo figlio Rufus, una sorta di famiglia reale moderna, ma ben lontana dall’immagine benevola dei sovrani delle storie tradizionali.
Anche Cloud Strife presenta diversi punti di contatto con gli eroi del passato. Così come Re Artù, viene da un contesto umile e nutre il desiderio di compiere imprese straordinarie. Il suo viaggio, tuttavia, segue una direzione inattesa: invece di scoprire un destino glorioso, Cloud è costretto a confrontarsi con i propri errori, con le fragilità e con un’identità costruita sulle illusioni, fino ad accettare se stesso per quello che è realmente.
Lo stesso vale per la magia e per le figure fantastiche che popolano il gioco. Il Mako incarna l’energia misteriosa da cui dipende l’equilibrio del mondo, mentre Sephiroth ricorda i grandi antagonisti delle fiabe, una presenza capace di condizionare il cammino degli eroi anche quando rimane nell’ombra. Red XIII, poi, richiama direttamente gli animali parlanti dei racconti popolari: grazie alla sua voce e alla saggezza tramandata dalle tradizioni di Cosmo Canyon, diventa una guida e un compagno fondamentale per il gruppo.
È però nei contenuti che Final Fantasy 7 compie il passo decisivo verso la fiaba per adulti. La vicenda affronta lo sfruttamento delle risorse naturali, l’avidità delle grandi corporazioni e la difficile costruzione della propria identità. Trovano spazio anche il sacrificio e l’elaborazione della perdita, soprattutto attraverso Aerith, che ribalta il ruolo della principessa in attesa di essere salvata e si assume una responsabilità molto più grande, legata al destino dell’intero pianeta.
Proprio per questo Final Fantasy 7 può essere letto come una fiaba moderna che rifiuta le risposte facili. I suoi protagonisti sono lontani dalla perfezione, la vittoria del bene ha un prezzo e alcune perdite lasciano segni impossibili da cancellare. Forse anche per questa capacità di unire meraviglia e disincanto, a quasi trent’anni dal debutto originale, la sua storia continua a emozionare giocatori di generazioni diverse.
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