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Recensione iPhone Duo: un ottimo pieghevole, ma anche un ottimo iPhone?
Sono molti anni che si parlava del fatto che anche Apple stesse lavorando al suo smartphone pieghevole, una categoria di prodotto che nel mondo Android è presente ormai nei listini di praticamente tutti i produttori e che ha sempre avuto prezzi alti e non pochi compromessi. Scopriamo iPhone Duo: il primo smartphone pieghevole dell'azienda.
Nella confezione di iPhone Duo ancora una volta troviamo solo il cavetto USB-C per la ricarica e lo scambio dati. Non ci sono quindi sorprese.
Abbiamo provato anche le cover originali Apple e spendiamo due parole per la Folio che ci ha convinto su più fronti. Protegge discretamente lo smartphone (pur lasciando scoperti 3 lati) e ha un ingegnoso sistema a molla per far allontanare le due metà ma tenerle comunque unite da una protezione elastica sulla cerniera. In più, nonostante la sottigliezza, integra anche uno stand per tenere in piedi lo smartphone da aperto. La protezione frontale può essere una scomodità ma abbiamo comunque trovato due aspetti positivi: il fatto che protegge lo smartphone quando è poggiato sul display per fare le foto in modalità cavalletto e il fatto che riaccende aumaticamente il display all'apertura, velocizzando poi lo sblocco.
Dal punto di vista costruttivo questo iPhone Duo è davvero sorprendente.
La cerniera è forse l'aspetto più sorprendente. Offre la giusta resistenza all'apertura, che è poi nella prima fase più morbida ma diventa poi più rigida alle angolazioni in cui potreste volerlo tener aperto, rendendovi di fatto possibile usarlo in molte configurazioni diverse. Da aperto poi è ben rigido e piatto. Un lavoro sorprendente su cui sicuramente Apple ha lavorato a lungo. Il tutto con uno spessore di 5,2 millimetri, molto sottile, seppur non il più sottile in assoluto.
Lo smartphone è poi IP68 garantendo un'ottima certificazione contro acqua e polvere, cosa per niente scontata su di uno smartphone pieghevole. L'ergonomia nel complesso è discreta ma il posizionamento dei tasti volume sulla parte superiore non ci ha convinto del tutto. È comoda quando il dispositivo è aperto, meno quando è chiuso, dove, soprattutto durante le telefonate, si rischia di spingere il telefono verso il basso nel tentativo di regolare il volume.
Infine il peso: 254 grammi non sono pochi. In linea con gli iPhone 18 Pro, anche questo dispositivo è ampiamente nella fascia dei dispositivi "pesanti" del mercato.
La scheda tecnica di iPhone Duo è quella di un iPhone top di gamma senza particolari compromessi, se non per qualche eccellente eccezione. Abbiamo il processore Apple A20 Pro a 2 nanometri, esa core da 2,4 GHz di frequenza massima e con GPU a 7 core. La RAM ammonta a 12 GB e abbiamo 256, 512 GB, 1 o 2 TB di memoria disponibile. Ottima la connettività: 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 6.0 e ultrawideband. Non manca l'uscita video USB-C 3.2 Gen 2 e l'SOS satellitare di emergenza. Andando quindi a offrire un quadro davvero completo. Discreto l'audio stereo, che rimane posizionato correttamente sia a smartphone aperto che chiuso.
Vale la pena sapere però che è uno smartphone solo eSIM e che pertanto dovrete necessariamente avere una SIM virtuale o convertire la vostra per l'occasione. La vera differenza rispetto al resto della gamma iPhone è il ritorno del Touch ID, ovvero del lettore di impronte digitali, per l'occasione posizionato sul tasto di accensione.
Il riconoscimento dell'impronta è abbastanza rapido, ma lo sblocco è più lento di quanto ci saremmo aspettati, visto che il software rallenta di proposito lo sblocco per mostrare prima la schermata di blocco stessa. Non un'esperienza impeccabile, nonostante sia coerente dal punto di vista concettuale. L'assenza del Face ID e quindi di uno sblocco con il viso fa sì che l'esperienza d'uso non sia la stessa degli altri iPhone. Potrebbe non essere un problema per gli utenti Android abituati a questa soluzione, meno per chi ha sempre usato smartphone Apple.