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Polestar 5: questa volta l’ammiraglia non è un SUV - Video
Abbiamo provato Polestar 5 sulle strade tra Como e Bellagio. 884 CV di potenza massima e autonomia fino a 670 km: ecco come si è comportata
Quando un marchio sceglie di mettere in vetrina il proprio modello più importante, la scelta oggi ricade quasi sempre su un SUV. Una strategia ormai consolidata, che consente di contenere i rischi dell’investimento puntando su una tipologia di vettura in linea con le richieste del mercato. Non è però il caso del brand oggetto della nostra prova che ha deciso di andare controcorrente con la Polestar 5: la nuova ammiraglia del marchio svedese è infatti una granturismo a quattro porte, dalla silhouette lunga e filante, espressione di un segmento che molti consideravano ormai dimenticato. L’abbiamo guidata sulle strade che portano da Como a Bellagio, tra curve strette, traffico cittadino e tratti panoramici, per capire se dietro un’estetica così estrema ci sia davvero sostanza.
La Polestar 5 è una granturismo con tre facce: comfort, sportività e sostenibilità. Non punta a stupire solo con il numero dei cavalli, ma a far convivere in un’unica auto la voglia di viaggiare e quella di divertirsi quando la strada si apre. Una filosofia che basa le proprie fondamenta sulla storia di un marchio che nasce dal motorsport, e da cui in un modo o nell’altro rimane legato. Anche per questo la scelta di non proporre una vettura rialzata e disegnare una granturismo così esperienziale nella guida
Basta un’occhiata per capire che la 5 è figlia del concept Precept, di cui ha ereditato quasi per intero l’impostazione. La linea è estremamente larga, lunga e bassa, con un profilo affilato che sembra tagliare l’aria. 5.087 mm di lunghezza per 2.063 mm di larghezza e un’altezza di appena 1.425 mm raccontano di un’auto che abbraccia l’asfalto. Al primo sguardo è evidente l’assenza del lunotto posteriore, sostituito da una telecamera ad alta risoluzione per una soluzione che dà alla coda un aspetto graffiante e deciso.
Il risultato è un coefficiente aerodinamico di appena 0,24, un valore da primato per un’auto di queste dimensioni. A ridare luminosità all’interno c’è però un ampio tetto panoramico, che arriva a circa due metri quadrati e riempie di luce l’abitacolo.
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Salendo a bordo, la filosofia cambia ma non il rigore. L’interno racconta di un lusso semplice e ricercato nelle soluzioni, senza orpelli, che non smette mai di parlare di sostenibilità, in linea con la filosofia del marchio svedese, attraverso un largo impiego di materiali leggeri e riciclati. I comandi sono ridotti all’osso: quasi tutto passa dal display centrale da 14,5 pollici, basato su Android Automotive con servizi Google integrati, affiancato da una strumentazione da