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Solo per 39% italiani è violenza chiedere a partner rinunciare a promozione
Solo il 39% degli italiani riconosce
con certezza come violenza chiedere al partner di rinunciare a
una promozione: il 44% sono donne contro il 34% degli uomini.
Non è un caso isolato: è proprio quando colpisce il lavoro che
la violenza economica fatica di più a essere riconosciuta. È
quanto emerge dalla nuova indagine dell'Osservatorio D,
realizzata con Swg e presentata oggi alla Camera dei Deputati in
occasione del lancio del terzo volume di 'Dal silenzio
all'azione', la collana avviata da Valore D nel 2024. Il volume,
dedicato alla violenza economica, nasce quest'anno dalla
collaborazione con Global Thinking Foundation. L'obiettivo è
aiutare le imprese a riconoscere i segnali della violenza
economica e a sostenere le dipendenti e i dipendenti che la
subiscono.
Al convegno dal titolo al "Dal silenzio all'azione.
Riconoscere e contrastare la violenza economica: il ruolo delle
imprese" hanno partecipato, tra gli altri, la presidente della
Commissione parlamentare Femminicidio Martina Semenzato e la
ministra alla Famiglia, alle Pari Opportunità e alla Natalità
Eugenia Roccella.
La violenza economica è una delle forme meno visibili della
violenza di genere: non lascia segni e raramente porta a una
denuncia. Il lavoro, secondo Valore D, è l'ambito in cui la
violenza economica si riconosce meno. Tutti i comportamenti che
riguardano il lavoro restano sotto la soglia del 40%. Il 36% per
lo scoraggiare il partner dall'acquisire nuove competenze; uno
su tre per le pressioni perché il partner riduca l'orario di
lavoro per occuparsi della famiglia. Anche il controllo delle
spese resta una zona grigia. Le incertezze non riguardano solo
il lavoro, ma anche le forme di controllo più conosciute. Quasi
un italiano su due (47%) non considera con certezza violenza
l'obbligo di giustificare ogni spesa o di mostrare gli scontrini
al partner.
Solo per 39% italiani è violenza chiedere a partner rinunciare a promozione
ROMA,
03 novembre 2026, 12:20
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