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Un mix di tre fattori la causa dell'alluvione di Firenze 60 anni fa
A causare l'eccezionale alluvione di Firenze di 60 anni fa non fu solo l'intensità delle precipitazioni, ma la combinazione di tre fattori diversi: alla grande quantità di pioggia caduta in 48 ore, si aggiunsero la persistenza sulle stesse zone di aria calda e umida proveniente da Sud, ma anche i terreni già saturi d'acqua a causa delle precipitazioni delle settimane precedenti.
A ricostruire l'evento è Paola Salvati, ricercatrice dell'Istituto di Geoscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche. "Queste condizioni favorirono una risposta idrologica particolarmente intensa dei bacini - afferma Salvati - ulteriormente aggravata nelle aree alpine dalla fusione di parte della copertura nevosa".
In realtà, oltre alla Toscana, l'alluvione provocò ingenti danni anche in altre regioni, quali il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia e il Trentino Alto-Adige. "L'autunno del 1966 fu particolarmente severo in diverse aree del territorio nazionale - conferma la ricercatrice del Cnr-Geo - con piogge persistenti che, iniziate già in ottobre, raggiunsero l'apice nei primi giorni di novembre. A Venezia, ad esempio, l'acqua alta raggiunse il livello eccezionale di 194 centimetri, un record tuttora imbattuto".
Per numero di vittime, che furono 134, l'evento del 1966 può essere annoverato tra i più gravi disastri geo-idrologici italiani del secondo dopoguerra. Le ricostruzioni hanno evidenziato che, in Toscana, oltre la metà delle vittime perse la vita in casa propria, fatto che evidenzia la vulnerabilità della popolazione. "Tuttavia - prosegue Salvati - la rilevanza storica risiede non soltanto nel numero di vittime, ma anche nella vastissima estensione geografica dell'evento, nella contemporaneità di fenomeni geo-idrologici differenti e nella gravità complessiva delle conseguenze sul territorio e sulla popolazione".