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VOLTA ruba i dati degli utenti e chiede il valore all’AI
I modelli AI vengono spesso sfruttati per scrivere le email di phishing o trovare le vulnerabilità. I ricercatori di Cisco Talos hanno scoperto un altro utilizzo. L’infostealer per Windows, noto come VOLTA, ruba i dati degli utenti e chiede a Claude Opus 4.6 (Anthropic), Gemini 2.5 Flash (Google) o Kimi K2 (Moonshot) di assegnare un valore alle informazioni. Fornisce in pratica una consulenza finanziaria, indicando i dati più monetizzabili.
VOLTA è un classico infostealer per Windows. Può rubare credenziali, cookie e dati delle carte di pagamento salvate nei browser basati su Chromium e Firefox, profili in Thunderbird e Outlook, workspace Slack, sessioni di Steam e Battle.net, token di Discord, sessioni di Telegram, account Roblox, file di configurazione SSH e provider cloud. Utilizza inoltre un sistema di cracking integrato per violare il contenuto del wallet durante l’esecuzione.
Successivamente utilizza i token di sessione per raccogliere altre informazioni sull’utente. Accede ad esempio a Gmail per recuperare l’indirizzo di residenza dalle ricevute di Amazon, DoorDash, Uber Eats, Grubhub, Walmart e PayPal. Questi dati vengono quindi assemblati in un file di testo e inviati a OpenRouter con un prompt che istruisce il modello ad agire come un’analista di intelligence forense.
Il modello predefinito è Claude Opus 5.5. Se rifiuta la richiesta, VOLTA passa ai modelli Kimi K2 di Moonshot e Gemini 2.5 Flash di Google, più piccoli e con meno restrizioni. Nell’output generato dal modello c’è una sezione “WHAT THEY’RE WORTH” (quanto valgono), in cui viene indicato il livello della monetizzazione (basso, medio, alto), ovvero quanto si potrebbe guadagnare dalla vendita dei dati.
L’analisi AI è opzionale. Non è noto se i modelli hanno fornito quanto richiesto (Cisco Talos non ha pubblicato le risposte). In ogni caso, VOLTA continua ad offrire le sue funzionalità di infostealer.