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Vigilessa uccisa, gli avvocati dei familiari: 'E' un caso di femminicidio relazionale'
"Affronteremo il giudizio di appello con tutto l'impegno e l'attenzione necessari e difenderemo la sentenza di primo grado che ha riconosciuto la pena massima all'imputato Giampiero Gualandi. Riteniamo che la motivazione di primo grado sia solida e molto attenta, ma contrasteremo ogni argomento dell'appello". Lo dicono gli avvocati Andrea Speranzoni e Lisa Baravelli, difensori dei familiari di Sofia Stefani, la vigilessa uccisa a 33 anni ad Anzola Emilia il 16 maggio 2024, omicidio per cui in primo grado è stato condannato all'ergastolo l'ex comandante Giampiero Gualandi, 65, con cui la vittima aveva una relazione. Lunedì a Bologna prende il via il processo di appello.
"L'omicidio di Sofia Stefani - continuano gli avvocati - riteniamo si inserisca in una logica di potere e controllo a ben vedere fusi fra gerarchia professionale e relazione intima. L'uniforme e il grado sono stati in quel contratto (il contratto di sottomissione firmato in precedenza dai due, ndr) erotizzati e utilizzati come strumenti dell'affermazione del sé dell'imputato, attraverso il pensiero e il collocamento di Sofia Stefani in una posizione di subordinazione assoluta. Il ruolo di uomo potente e riconosciuto per il potere professionale ha caratterizzato gli agiti dell'imputato. Quest'ultimo, va ricordato, ha legato spesso le sue promesse affettive all'avanzamento di carriera: proponeva infatti a Sofia Stefani di seguirlo qualora avesse ottenuto il comando della polizia locale, subordinando il riconoscimento della relazione a un potere professionale 'reale'".
"La dinamica innescata dall'imputato e sfociata nell'omicidio volontario di Sofia si ritiene rientri nel femminicidio relazionale, in cui l'uomo non accetta la perdita di potere e di controllo su una donna percepita come invadente, sfuggente e minacciosa per l'identità pubblica e privata. Difenderemo fino in fondo ogni ragione della vittima dandole la voce che non ha più e consentendole di essere ancora presente", concludono.