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Anche tu sei mai rimasto bloccato per mesi in un gioco? Ecco la mia odissea!
Ci sono giochi che vanno via lisci come l'olio, senza intoppi o grattacapi di ogni tipo. E poi ci sono altri titoli che, per una ragione o per l'altra, mi costringono a rimanere bloccato in un punto per mesi, a volte anni. Uno di questi, ultimamente, è stato Kingdom Come: Deliverance 2, secondo capitolo della saga GDR di Warhorse.
Quella missione "maledetta" che mi ha tenuto fermo, fisso in un punto specifico della storia, è "Per chi suona la campana", sesta missione in ordine del gioco, che segue "Ospiti indesiderati". A livello narrativo, la premessa è tanto semplice quanto spaventosa. I due protagonisti, quindi Henry e Hans, si trovano dietro le sbarre della prigione al Castello di Trosky in seguito ad una rissa, avvenuta durante il matrimonio di Semine nella missione precedente.
L'obiettivo è semplice: Henry, rilasciato per scontare la pena ai lavori forzati, dovrà trovare un modo per liberare il suo compagno Hans condannato a morte. Il problema? Nessuno sa che Hans è di rango nobile, e quindi non può essere condannato a morte così semplicemente. L'unica speranza risiede nel capitano Thomas, che ha visto i due precedentemente ed ha bene in mente chi sia Hans. Ma anche qui c'è un bell'intoppo. Lo steso capitano delle guardie versa in condizioni disperate in seguito ad una febbre da infezione, e quindi non può essere d'aiuto ai due. In tutto ciò, i rintocchi della campana indicano l'avanzare del tempo. Allo scoccare del dodicesimo rintocco... Hans verrà giustiziato, ponendo fine alla missione con conseguente game over.
Insomma, un rompicapo mica da ridere, che mi ha tenuto incollato allo schermo per diversi mesi - complice anche il backlog che è subentrato nel mentre. Così, settimana dopo settimana, ho rimandato la missione, scontrandomi sempre con le difficoltà della stessa. Tra guardie che mi hanno beccato laddove non dovevo andare, grimaldelli rotti, tentativi di persuasione falliti e porte sbagliate, mi sono ripromesso che prima o poi ci sarei riuscito.
Alla fine quel giorno è arrivato durante il corso di questa bollente estate 2026. Dopo essermi bloccato in quel punto a giugno 2025, sono riuscito, un anno dopo, a trovare la soluzione dell'enigma, preparare la pozione di guarigione per il capitano Thomas e salvare il mio compagno Hans da morte certa. Le guide ufficiose concordano sul fatto che questa sia una delle missioni più snervanti di tutta l'avventura, non tanto per la sua lunghezza, ma per il fattore "stress" dettato dai rintocchi delle campane e dalla assenza di una guida chiara, volta a direzionare il giocatore verso l'obiettivo.
Salire in cima alla Torre della Vergine, dove giaceva il capitano Thomas in preda alla febbre, mi ha regalato un sollievo senza pari. Una missione difficile, ma non impossibile, che ho superato con pazienza, svariati tentativi e un po' di sana fortuna.
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