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Qualcosa si muove per AmigaOS: cosa sta succedendo?
AmigaOS 3.x si prepara a tornare sotto il controllo diretto di Amiga Corporation. Il 4 agosto 2026 la società ha annunciato due accordi conclusi nelle settimane precedenti: una licenza con la nuova Commodore International Corporation e una transazione con Hyperion Entertainment che chiude le controversie pendenti, ridefinisce le licenze del sistema operativo e stabilisce il futuro passaggio del materiale di sviluppo della linea classica.
La domanda più importante è semplice: questi accordi annunciano il ritorno di un computer Commodore Amiga? No, almeno per ora. Rendono però meno frammentata la gestione dei diritti e più semplice negoziare nuovi prodotti compatibili o basati su FPGA. La notizia concreta riguarda soprattutto AmigaOS: chi potrà svilupparlo, distribuirlo e decidere la direzione della linea destinata ai processori Motorola 680x0.
Hyperion continuerà a sviluppare e distribuire AmigaOS 4 su licenza, conservando quindi il proprio ruolo nella linea nativa PowerPC. Per AmigaOS 3 il tempo sarà invece limitato: Hyperion potrà distribuire le versioni 68k, compreso un eventuale AmigaOS 3.3, soltanto fino al 31 dicembre 2027. L’accordo contempla questa versione, ma al 4 agosto 2026 AmigaOS 3.3 non risulta pubblicato.
Dopo la scadenza, Hyperion dovrà consegnare ad Amiga il codice sorgente, la cronologia delle revisioni e la documentazione di AmigaOS 3.1.4 e dei relativi aggiornamenti. Rimarrà escluso il codice di AmigaOS 4 eventualmente trasferito nelle versioni 3.2 o 3.3; gli sviluppatori coinvolti saranno inoltre liberati dagli obblighi verso Hyperion. Amiga prevede così di assumere lo sviluppo futuro della famiglia 3.x.
L’altro accordo mette ordine nel rapporto con Commodore International Corporation. La nuova società viene riconosciuta come titolare dei marchi «Commodore» e «C=», mentre Amiga le concede in licenza software e documentazione dei computer CBM a 8 bit. Amiga conserva il diritto di riprodurre quei marchi nei loro contesti storici e descrittivi originali: una distinzione importante in una vicenda nella quale nomi, codice e licenze hanno seguito percorsi diversi.
Amiga nacque come progetto indipendente nel settembre 1982, quando in California venne fondata Hi-Toro, presto ribattezzata Amiga Corporation. Il computer in sviluppo aveva il nome in codice Lorraine: il gruppo, guidato sul piano hardware da Jay Miner, lo progettò attorno al Motorola 68000 e a chip personalizzati capaci di occuparsi di grafica, DMA, suono e operazioni di I/O senza scaricare tutto il lavoro sulla CPU.
Commodore International acquisì Amiga Corporation e Lorraine nell’agosto 1984, trasformando il prototipo nel primo modello commerciale. La presentazione pubblica avvenne il 23 luglio 1985 al Lincoln Center di New York. Quella macchina, chiamata successivamente Amiga 1000, arrivava negli Stati Uniti con un prezzo consigliato di 1.295 dollari.
La dotazione dell’Amiga 1000 racconta bene perché il suo ricordo sia rimasto così netto: Motorola 68000, 256 KB di Chip RAM e chipset Original Chip Set. La grafica impiegava una tavolozza a 12 bit da 4.096 colori, tutti visualizzabili tramite la modalità HAM, mentre l’audio hardware offriva quattro canali PCM a 8 bit organizzati in due coppie stereo.
La macchina era insolita anche per il modo in cui hardware e software lavoravano insieme. AmigaOS offriva fin dall’origine multitasking preemptive, interfaccia grafica Workbench e un’architettura costruita su componenti e librerie condivise. Non era soltanto una dimostrazione spettacolare di colori e suono: era un sistema progettato attorno a una precisa idea di elaborazione personale.
Persino l’avvio aveva una caratteristica diventata parte dell’esperienza Amiga. Nel primo modello Kickstart non risiedeva interamente in ROM: un’immagine da 256 KB veniva caricata da dischetto nella Writable Control Store all’accensione. Il lettore interno utilizzava floppy da 3,5 pollici con una capacità formattata Amiga di 880 KB. Per chi lo utilizzò, sistema oper