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Take-Two Interactive crede che i videogiochi fisici non abbiano più senso
La decisione di Sony di interrompere la produzione dei dischi per PlayStation a partire da gennaio 2028 continua a far discutere l'industria, e anche Strauss Zelnick, CEO di Take-Two Interactive, ha voluto dire la sua sulla questione. Come riportato da Dexerto, il dirigente ha spiegato di preferire nettamente il formato digitale per la comodità che offre, sottolineando inoltre come circa il 90% delle vendite dei giochi di Take-Two avvenga ormai proprio attraverso copie digitali. Secondo Zelnick, quindi, i dischi hanno sempre meno senso soprattutto nel caso delle produzioni più importanti.
"I dischi non hanno senso per il consumatore. Il digitale è più conveniente. Le nostre vendite sono per il 90% digitali", ha dichiarato Zelnick durante una recente riunione con gli investitori. Il CEO ha spiegato che, considerando come nella maggior parte dei casi sia comunque necessaria una connessione a Internet per registrare e utilizzare un gioco, non ci sarebbe una differenza sostanziale tra acquistare una copia fisica e scaricare direttamente il titolo. Zelnick ha comunque precisato che Take-Two continuerà a pubblicare occasionalmente edizioni fisiche, paragonando la situazione a quella del vinile nell'industria musicale: un formato ancora presente, ma non più dominante.
Le parole di Zelnick riflettono una posizione condivisa anche da altri esponenti dell'industria. L'ex scrittore di Valve Chet Faliszek ha attribuito la progressiva scomparsa dei supporti fisici soprattutto alle abitudini degli stessi consumatori, mentre il CEO di Ubisoft Yves Guillemot ha definito la fine dei dischi PlayStation "un non problema" per la propria azienda. Sony, dal canto suo, ha spiegato che la decisione nasce proprio dalla necessità di adeguarsi alle tendenze del mercato, dove la preferenza per il digitale supera ormai nettamente quella per i supporti fisici.