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Perché i tempi di sviluppo dei videogiochi si sono dilatati così tanto?
Siamo passati dal vedere giochi sviluppati in una manciata di mesi ad attese sostanzialmente interminabili, alle volte nell'ordine di anni o addirittura oltre un decennio. Ma qual è il vero motivo per cui i tempi di sviluppo si sono dilatati così tanto, sopratutto negli ultimi anni?
Il primo fattore riguarda la sfera economica dell'industria videoludica. Con il crescere della domanda, l'offerta deve essere pressoché impeccabile. Gli sviluppatori puntano sempre più spesso su sequel di franchise consolidati, ma anche remake e remaster di vecchie glorie. E lo fa con l'obiettivo di raggiungere l'eccellenza, quindi... prodotti estremamente raffinati e costosi. Secondo Jason Schreier, ad oggi un titolo AAA può arrivare a raggiungere un budget mostruoso - nell'ordine di diverse centinaia di milioni di dollari. Una cifra astronomica giustificata non solo dal lavoro operativo sul codice di sviluppo, ma che comprende anche il marketing, le spese generali degli studi, gli stipendi faraonici dei dirigenti... insomma, capite bene che il rischio di insuccesso commerciale è elevatissimo, e spesso e volentieri si traduce in una scure fatale per il team di sviluppo.
A tutto ciò aggiungiamoci anche una componente tecnica che non è per nulla paragonabile a quella di anche soli vent'anni fa. Oggi un gioco con una grafica che non sia fotorealistica, o quantomeno ben smussata, viene etichettato automaticamente come brutto. Gli open world devono essere pieni, anzi, stracolmi di attività da portare a compimento, tra NPC, missioni secondarie, collezionabili, dungeon segreti... capite bene che questo si traduce in un lavoro abnorme per i team composti da centinaia di sviluppatori. Ed è anche questa una causa concreta del prolungarsi dei lavori su un determinato titolo.
Guardando agli esempi concreti, giochi come Horizon Zero Dawn o The Last of Us Parte 2 hanno richiesto diversi anni per essere sviluppati, mentre l'attesa fra GTA Vice City e GTA San Andreas, all'epoca, fu di soli due anni. Forse il più lampante fra i giochi con tempi di sviluppo infiniti è The Elder Scrolls VI, annunciato ormai otto anni fa e in sviluppo da almeno una decina. Al momento l'industria sembra tuttavia preferire esperienze più compatte e meno ambiziose, in cambio di attese meno dilatate. Ovviamente questo si traduce anche in un controllo dei costi più coercitivo, che minimizza l'eventuale flop commerciale e mette lo studio al sicuro da eventuali chiusure. Insomma, la domanda con cui ci salutiamo è: l'industria riuscirà mai a trovare una via di mezzo fra ambizione e tempi di attesa umani?
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