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Rocket Lab presenta GHOST, lo spazioporto che si monta ovunque
Rocket Lab ha presentato GHOST, acronimo di Global Hypersonic Orbital Spaceport Technology, un sistema progettato per trasferire e installare rapidamente uno spazioporto completo in località diverse. L'annuncio riguarda i razzi Electron e HASTE e punta a ridurre la dipendenza dalle basi permanenti nelle campagne di lancio multiple, nei test ipersonici e nelle missioni legate alla sicurezza nazionale.
Secondo la compagnia, il sistema racchiude all'interno di container standard i razzi, le infrastrutture necessarie al lancio, il supporto a terra e gli apparati per il controllo del poligono. Una volta trasportati nel sito prescelto, questi elementi possono essere assemblati per rendere operativo Electron, il lanciatore orbitale alto 18 metri impiegato principalmente per portare piccoli satelliti nello spazio con missioni dedicate.
Electron ha effettuato il primo volo di prova nel 2017 e ha completato 83 missioni. HASTE, invece, è una versione suborbitale derivata dallo stesso lanciatore e destinata alla sperimentazione di tecnologie nell'ambiente ipersonico. Ha debuttato nel giugno 2023 e ha volato nove volte, offrendo ai clienti la possibilità di collaudare sistemi senza raggiungere necessariamente un'orbita terrestre completa.
Rocket Lab opera attualmente da due rampe nella North Island della Nuova Zelanda e da una rampa a Wallops Island, in Virginia. Una seconda struttura a Wallops è stata realizzata per il futuro razzo Neutron. La società intende inoltre utilizzare GHOST per installare due nuove rampe presso il Pacific Spaceport Complex in Alaska, ampliando ulteriormente la propria rete di lancio.
L'idea è nata in risposta alla richiesta di un cliente di HASTE interessato a una piattaforma più mobile. La configurazione portatile potrebbe sostenere campagne di difesa missilistica e offrire a singoli Paesi una capacità di lancio orbitale sovrano. La disponibilità di container e attrezzature trasportabili, tuttavia, non elimina autorizzazioni, vincoli di sicurezza, condizioni geografiche e procedure necessarie per utilizzare un razzo.
Il progetto non sostituisce le strutture dedicate ai vettori più grandi. Neutron, per esempio, richiederà una rampa specifica a Wallops e avrà un primo stadio progettato per rientrare sulla Terra, essere recuperato e volare nuovamente. Rocket Lab prevede di consegnare il primo esemplare alla rampa nel quarto trimestre dell'anno, dopo avere sottoposto i principali componenti a test e verifiche.
GHOST resta per ora un sistema annunciato, del quale non sono stati comunicati tempi completi di installazione, costi o risultati di una campagna operativa condotta lontano dalle basi esistenti. Le prime installazioni previste in Alaska offriranno quindi un banco di prova concreto per verificare se la logistica in container possa garantire sul campo affidabilità, sicurezza e rapidità comparabili a quelle di uno spazioporto permanente.
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