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ClamAV: 8 vulnerabilità mettono ko l'antivirus, fix urgente
Un archivio o un documento appositamente manipolato può mandare in crash il processo di scansione di ClamAV e, in alcuni casi, provocare scritture oltre i limiti previsti. Le versioni 1.5.4 e 1.4.6, pubblicate ufficialmente il 7 agosto dal progetto, correggono otto vulnerabilità nei componenti impiegati per analizzare ZIP, PDF, Mach-O, XAR, immagini disco GPT e file compressi con RAR. Su Windows, il problema più particolare permetteva inoltre di estrarre file fuori dalla cartella temporanea usata dall'antivirus.
Le falle possono essere attivate quando ClamAV esamina contenuti malevoli, senza richiedere che un operatore apra direttamente il file. Questo scenario riguarda soprattutto mail server e gateway che sottopongono automaticamente gli allegati al motore antivirus. Gli effetti documentati comprendono arresti dello scanner, allocazioni eccessive, superamento dei limiti di scansione e scritture fuori dai confini del buffer.
Due problemi nei cataloghi ZIP, identificati come CVE-2026-20337 e CVE-2026-20338, interessano esclusivamente la serie 1.5, dalla versione 1.5.0 alla 1.5.3. Per queste vulnerabilità la correzione è disponibile soltanto in ClamAV 1.5.4: l'aggiornamento del ramo Long-Term Stable 1.4 non è coinvolto perché il codice vulnerabile non appartiene a quella serie.
Le altre correzioni coprono componenti presenti da più tempo. CVE-2026-20339 risale fino a ClamAV 0.90 e coinvolge il motore di decompressione PESpin: durante la ricostruzione di un file PE può verificarsi una scrittura oltre i limiti del buffer. CVE-2026-20345, presente dalla versione 0.98.2 alla 1.5.3, riguarda invece la conversione dei nomi delle partizioni GPT. I parser PDF e Mach-O sono interessati rispettivamente da CVE-2026-20346 e CVE-2026-20347, entrambe in grado di causare il crash dello scanner con file malformati.
CVE-2026-20348 colpisce il parser XAR: un catalogo manipolato può richiedere allocazioni eccessive oppure oltrepassare i limiti impostati per la scansione durante la decompressione. La vulnerabilità CVE-2025-8088 si trova invece nella libreria UnRAR integrata nelle versioni comprese tra ClamAV 0.101.0 e 1.5.3. Su Windows, nomi NTFS Alternate Data Stream costruiti ad arte potevano contenere separatori di percorso e indirizzare la scrittura fuori dalla directory temporanea. La patch impedisce ora alla libreria di accettare quei separatori.
Cisco Talos ha distribuito la maggior parte delle correzioni sia con ClamAV 1.5.4, ultima patch della serie stabile 1.5, sia con la versione LTS 1.4.6. Le installazioni ancora esposte devono quindi passare al ramo corretto in base alla versione utilizzata, prestando particolare attenzione ai sistemi che analizzano automaticamente file provenienti dall'esterno. La guida ufficiale all'aggiornamento di ClamAV descrive la procedura per installazioni basate su pacchetti o compilate dai sorgenti e indica come verificare le firme dei file scaricati.
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