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Prova a copiare Bully e viene bocciato: la recensione di Agefield High Rock The School
Agefield High: Rock the School è il nuovo gioco che si propone come l'erede spirituale di Bully, e purtroppo fallisce nell'obiettivo.
Di giochi che hanno provato in qualche modo a replicare il successo di Grand Theft Auto, negli anni, ne abbiamo visti a decine. Nessuno, però, ha mai pensato di creare qualcosa di simile a Bully (o Canis Canem Edit), un titolo Rockstar Games ancora oggi ricordato con molto affetto dai videogiocatori. Ed è proprio di un gioco ispirato a questa vecchia gloria dell'epoca PS2 che vi parleremo oggi, visto che abbiamo giocato ad Agefield High: Rock the School, progetto di cui si parla da un bel po' di tempo e che è arrivato ora su Steam senza passare per una fase in accesso anticipato. Si tratta di un erede spirituale all'altezza o i creatori di Greyhill Incident (qui trovate la recensione di Greyhill Incident) hanno sfornato un altro progetto di dubbio gusto?
Senza grande fantasia, Agefield High: Rock the School ci mette nei panni di Sam, un ragazzino che a soli tre mesi dal diploma si ritrova costretto a trasferirsi nella città che dà il nome al gioco per seguire sua madre, appena divorziata, e sua sorella.
Il giovane protagonista è un personaggio con ben poca personalità, che in maniera più che prevedibile si ritrova a fare squadra con un paio di ragazzi poco popolari e ad avere contro quelli più noti dell'istituto, tra i quali troviamo ovviamente anche l'immancabile giocatore della squadra di football con la sua dolce metà, considerata la più bella del liceo. Ci piacerebbe poter dire che nel corso dell'avventura la storia diventi più appassionante o che riesca a strappare almeno una risata, ma è davvero difficile trovare qualcosa di salvabile nell'intreccio narrativo del titolo Refugium Games. Il gioco tenta continuamente di proporre siparietti che risultano solo delle scialbe imitazioni di pellicole come American Pie, fallendo costantemente nell'intento di divertire. I personaggi stessi si riducono a banali macchiette prive di spessore, rendendo di fatto impossibile sentirsi coinvolti emotivamente anche dopo diverse ore di gioco. A peggiorare la situazione intervengono i filmati, spesso caratterizzati da una regia parecchio discutibile e con primi piani che, paradossalmente, non fanno altro che evidenziare l'inespressività dei volti.
Se lato storia Agefield High: Rock the School è un prodotto insoddisfacente, la situazione riesce addirittura a peggiorare quando si parla di gameplay.
La sensazione che si ha giocando questo titolo è che si tratti di un'accozzaglia di meccaniche messe insieme senza prendersi la briga che tutto funzionasse a dovere, con alcune sviste in termini di game design che ci hanno lasciati spesso perplessi.Il gioco è un action open world in terza persona in cui viene concessa al giocatore una certa libertà. Ci si sveglia la mattina a casa del protagonista e si può decidere cosa fare nel corso della giornata tra prendere parte alle lezioni, dedicarsi alle missioni o andare a fare compere nei negozi, magari per acquistare qualche capo d'abbigliamento o modificare l'acconciatura e personalizzare un po' l'aspetto del protagonista.Ci si rende però subito conto di quanto alcune dinamiche siano noiose e marginali. Basti pensare che le lezioni non sono altro che brevi test a risposta multipla che vanno completati giusto per ottenere qualche dollaro da spendere nei negozi. Non Queste lezioni non garantiscono alcun beneficio concreto, dal momento che in Agefield High: Rock the School non esiste un sistema di progressione: in sintesi, già dopo le primissime battute tenderete ad ignorare questo aspetto del gioco.Come se non bastasse, a rendere ancora più problematica l'esperienza è un sistema di gestione del tempo inutilmente restrittivo. Che si tratti delle lezioni o delle missioni, ogni attività si può svolgere solo in determinati archi temporali e non esiste alcun modo per far scorrere velocemente il tempo se non quello di andare a dormire la sera per passare immediatamente al ma