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No Man's Sky, ecco quanto hanno esplorato i giocatori
Dieci anni fa, il 9 agosto 2016, No Man's Sky approdava su PlayStation 4 e PC tra una tempesta di polemiche senza precedenti. Il lancio fu un disastro pubblico quasi senza paragoni nella storia recente dei videogiochi: migliaia di recensioni negative su Steam, giocatori infuriati per promesse non mantenute e contenuti ritenuti insufficienti, soprattutto sul fronte multigiocatore. Il gioco precipitò rapidamente nella categoria più infamante della piattaforma Valve, quella delle recensioni "overwhelmingly negative", un bollino rosso capace di scoraggiare qualsiasi potenziale acquirente.
Eppure Hello Games, lo studio con sede a Guildford, in Inghilterra, non si arrese. Negli anni successivi al lancio, il team continuò a pubblicare aggiornamenti gratuiti, uno dopo l'altro, trasformando lentamente un prodotto accolto malissimo in qualcosa di radicalmente diverso. La risalita fu lenta e faticosa: ci vollero due anni solo per passare dalla valutazione "overwhelmingly negative" a "mixed", e altri tre per raggiungere "mostly positive". Tim Woodley, responsabile della divisione publishing di Hello Games, aveva descritto in passato quanto fosse arduo recuperare terreno su Steam partendo da una base così bassa di giudizi negativi.
Oggi No Man's Sky si attesta sulla valutazione "Molto Positiva" su Steam, un risultato che cinque anni fa sembrava quasi impossibile. Sean Murray, il volto pubblico e responsabile dello sviluppo di Hello Games, ha pubblicato una lettera aperta ai fan in occasione del decennale, esprimendo soddisfazione per come il gioco abbia saputo resistere alla prova del tempo. Murray ha anche rivelato un dato che lascia a bocca aperta: nonostante siano trascorsi dieci anni, i giocatori hanno esplorato meno dell'1% dei pianeti presenti nel gioco.
Per capire la portata di questa cifra bisogna considerare la struttura di No Man's Sky: si tratta di un universo aperto generato proceduralmente in modo deterministico, che contiene oltre 18 quintilioni di pianeti, per la precisione 18.446.744.073.709.551.616. Prima del lancio, Hello Games aveva dichiarato a IGN che visitarli tutti avrebbe richiesto 585 miliardi di anni. È un po' come immaginare una libreria con miliardi di volumi di cui non si riuscirà mai a leggere nemmeno la copertina.
Murray ha anche sottolineato che il 2026 ha registrato i numeri di giocatori attivi più alti dall'anno del lancio, un segnale che il pubblico continua a crescere anche a una decade di distanza. Nella sua lettera, il developer ha usato l'anniversario non solo per fare un bilancio, ma anche per anticipare il prossimo aggiornamento del gioco, battezzato Cosmos, confermando che il supporto attivo al titolo proseguirà ben oltre il traguardo dei dieci anni.
Sul fronte dei nuovi progetti, Hello Games è al lavoro su Light No Fire, un'avventura che combina esplorazione, costruzione e sopravvivenza in cooperativa, ambientata su un pianeta fantasy delle dimensioni della Terra. Il gioco fu annunciato ai The Game Awards 2023, l'equivalente videoludico dei Grammy americani, ma da allora non sono trapelate ulteriori informazioni. La storia di No Man's Sky dimostra che Hello Games preferisce fare piuttosto che parlare, anche se questo approccio costò caro allo studio nel 2016.
Il percorso di No Man's Sky rimane uno dei casi di redenzione più discussi nell'industria videoludica degli ultimi anni, paragonabile per certi versi alla rinascita di titoli come Final Fantasy XIV, che nel 2010 fu ritirato dal mercato e completamente rifatto prima di diventare un successo globale. La differenza è che Hello Games non ha mai smesso di distribuire aggiornamenti gratuiti, senza chiedere ai giocatori di pagare per i contenuti aggiunti nel tempo, una scelta che ha contribuito in modo determinante a ricostruire la fiducia della community.
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