// TOM'S HARDWARE ITALIA — SPAZIO & SCIENZA
Guardare l'eclissi: ecco i danni agli occhi dopo 48 ore
Una macchia nera o grigiastra che rimane nello stesso punto al centro del campo visivo può essere il segnale di una retinopatia solare. Dopo l’eclissi totale del 12 agosto 2026, visibile dalla Penisola Iberica e almeno parzialmente in altre aree europee, occorre prestare attenzione anche a visione sfocata, immagini distorte e difficoltà nel distinguere i colori. Questi disturbi possono manifestarsi anche uno o due giorni dopo l’esposizione.
La retinopatia solare è una lesione fototossica che interessa soprattutto la macula e la fovea, le zone della retina responsabili della visione centrale e dei dettagli. Il danno può verificarsi senza alcuna sensazione dolorosa: la retina non dispone infatti di recettori capaci di avvertire immediatamente l’esposizione. L’assenza di dolore durante o dopo l’osservazione del Sole, quindi, non permette di escludere una lesione.
Laura Sararols, responsabile dell’Unità Retina dell’Hospital General de Granollers e dirigente OMIQ, distingue questi sintomi dalla temporanea sensazione di secchezza o sabbia negli occhi. Quest’ultima può dipendere dal minor numero di ammiccamenti mentre si osserva il fenomeno. Una zona che non va a fuoco, uno scotoma stabile, una distorsione delle immagini o un’alterazione dei colori riguardano invece la visione centrale e richiedono una valutazione oftalmologica.
Anche pochi secondi di osservazione diretta possono essere rischiosi. Il pericolo aumenta con binocoli, telescopi, fotocamere e mirini ottici privi di filtri solari applicati davanti all’ottica, perché questi strumenti concentrano la radiazione. Gli occhiali da eclissi indossati dall’osservatore non sono sufficienti quando si usano dispositivi di ingrandimento. Guardare il fenomeno attraverso lo schermo di uno smartphone non comporta la stessa esposizione diretta, mentre resta pericoloso alzare gli occhi verso il Sole durante la ripresa.
Se non ti senti bene, hai problemi alla vista o qualunque altro disagio non affidarti ad un'auto-diagnosi su Internet ma rivolgiti immediatamente ad un medico.
Durante un’eclissi totale l’osservazione senza protezione è sicura soltanto nella breve fase di totalità. Prima e dopo servono visori solari conformi alla norma ISO 12312-2; i normali occhiali da sole non offrono una protezione adeguata. Le indicazioni per visori, strumenti ottici e metodi indiretti sono raccolte anche nella guida della NASA per osservare le eclissi in sicurezza.
Una visita specialistica può documentare la lesione e seguirne l’evoluzione, ma al momento non esiste un trattamento di efficacia dimostrata capace di ripristinare la retina danneggiata. Alcuni pazienti recuperano spontaneamente almeno una parte della funzione visiva; l’entità e i tempi del miglioramento non sono però garantiti. La comparsa di una macchia persistente o di un’alterazione della visione centrale richiede quindi un controllo oftalmologico, anche se l’esposizione risale al giorno precedente e non ha provocato dolore.
Aggiungi Tom's Hardware alle tue fonti preferite su Google