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Cuffie premium, gli utenti vogliono batterie sostituibili
Gli ascoltatori interpellati da un recente sondaggio hanno espresso un consenso schiacciante verso le batterie sostituibili nelle cuffie. La richiesta colpisce soprattutto le cuffie wireless premium, prodotti costosi la cui vita utile può essere limitata dal progressivo degrado di una cella agli ioni di litio integrata e non facilmente accessibile.
Il problema diventa particolarmente evidente nella fascia da 300-400 dollari: dopo alcuni anni la batteria può perdere una parte consistente della capacità originale, riducendo autonomia e praticità anche quando driver, elettronica e struttura funzionano ancora correttamente. Senza un ricambio previsto dal produttore, cuffie altrimenti utilizzabili rischiano così di trasformarsi in rifiuti elettronici.
Tra i marchi chiamati direttamente in causa figurano Apple, Bose e Sony, che continuano a utilizzare batterie sigillate in diversi modelli di punta. La tradizionale giustificazione legata a robustezza, compattezza e qualità costruttiva appare meno convincente quando altri produttori riescono a integrare celle accessibili senza rinunciare a un posizionamento elevato.
Il caso più recente è rappresentato dalle Sennheiser Momentum 5, ma soluzioni analoghe sono state adottate anche da Fairphone, Cambridge Audio, SteelSeries e Noble. La riparabilità sta inoltre raggiungendo più segmenti del mercato, dalle proposte consumer alle cuffie professionali progettate per gli ambienti più rumorosi, dove affidabilità e durata sono elementi centrali.
La situazione è più complessa per gli auricolari true wireless. I piccoli involucri, la necessità di resistere a sudore e acqua e gli spazi interni estremamente ridotti rendono più difficile realizzare una batteria estraibile. Non si tratta però di un ostacolo necessariamente insuperabile: l'attenzione si sposta ora sui prossimi modelli e sulle soluzioni che i produttori adotteranno per mantenere dimensioni e protezione.
Alcuni partecipanti al sondaggio hanno proposto di rendere obbligatoria la sostituzione della batteria almeno sopra i 200 dollari. Altri hanno ricordato che celle degradate, driver danneggiati e cerniere usurate fanno parte dello stesso problema: una vera politica di diritto alla riparazione dovrebbe garantire accesso anche ai componenti strutturali e acustici più soggetti a guasti.
Il quadro normativo sta già cambiando. California, Colorado, Minnesota, New York e Oregon hanno adottato leggi sul diritto alla riparazione, mentre nell'Unione Europea nuovi requisiti sulle batterie rimovibili entreranno in applicazione nel 2027 per gran parte dell'elettronica di consumo. L'estensione concreta alle diverse categorie di cuffie dipenderà dalle eccezioni tecniche, ma per i produttori diventerà sempre più difficile sostenere che una batteria sigillata sia l'unica soluzione possibile.
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