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Tumore vitale ridotto grazie a ultrasuoni e microbolle
Il diametro massimo del tumore vitale si è ridotto maggiormente nei pazienti trattati con ultrasuoni e microbolle in aggiunta alle terapie già previste contro il carcinoma epatocellulare avanzato. Il risultato emerge da uno studio condotto su 40 persone con tumori non resecabili, nel quale i ricercatori non hanno osservato un aumento degli effetti avversi associato al trattamento adiuvante.
La ricerca, pubblicata il 19 luglio 2026 su Scientific Reports, è firmata da Honglian Zhou, Zexin Chen e colleghi dell'Affiliated Hospital of Guangdong Medical University e dell'Huzhou Central Hospital. Sedici pazienti hanno ricevuto il trattamento con microbolle attivate mediante ultrasuoni, mentre gli altri 24 hanno costituito il gruppo di controllo. Tutti erano già sottoposti a una terapia di conversione comprendente interventi locoregionali, farmaci mirati e immunoterapia.
Nel gruppo sperimentale il diametro massimo del tumore vitale è risultato significativamente inferiore rispetto a quello rilevato nel gruppo di controllo, con un valore di p pari a 0,013. Anche la percentuale di riduzione è stata maggiore, con p=0,006. I dati indicano quindi un possibile effetto aggiuntivo sulla parte di tessuto tumorale ancora attiva durante il percorso terapeutico.
L'ecografia con mezzo di contrasto ha inoltre mostrato un aumento dell'indice di perfusione sanguigna locale dopo l'applicazione degli ultrasuoni nel gruppo sperimentale. Questo parametro descrive il passaggio del sangue nell'area esaminata e offre un elemento utile per valutare gli effetti locali del trattamento. Gli autori presentano la tecnica come un possibile supporto alla terapia di conversione, senza attribuirle il ruolo di trattamento autonomo.
Il quadro cambia quando si considera la risposta complessiva secondo i criteri mRECIST, utilizzati per valutare l'attività residua del tumore epatico. La differenza tra i due gruppi non ha raggiunto la significatività statistica, fermandosi a p=0,330. Lo studio documenta dunque una variazione significativa nelle dimensioni del tumore vitale, ma non dimostra ancora un vantaggio altrettanto solido nella risposta complessiva.
Il campione ridotto e la distribuzione non uniforme dei partecipanti, con 16 pazienti nel gruppo sperimentale e 24 nel controllo, impongono cautela nell'estendere i risultati. La pubblicazione è stata sottoposta a revisione paritaria, ma la versione disponibile deve ancora ricevere l'editing editoriale definitivo della rivista. Lo studio ha ottenuto l'approvazione etica e il consenso informato dei partecipanti; gli autori dichiarano inoltre l'assenza di conflitti d'interesse. Serviranno verifiche su gruppi più ampi prima di considerare ultrasuoni e microbolle una componente validata della terapia di conversione.
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