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Perché la prima Xbox su PC può avere senso per il rilancio
La Xbox originale è arrivata per la prima volta su PC, almeno attraverso una parte del suo catalogo. Il 22 luglio 2026 Microsoft ha avviato in accesso anticipato Xbox Backward Compatibility su PC, rendendo acquistabili e giocabili su Windows 11 e dispositivi portatili supportati BLiNX: The Time Sweeper, Conker: Live & Reloaded, Crimson Skies: High Road to Revenge e Fuzion Frenzy. Sono soltanto quattro titoli, ma segnano un passaggio importante: giochi nati per la prima console Microsoft entrano ufficialmente nell’ecosistema PC.
Il debutto non consiste in una semplice distribuzione dei vecchi giochi. Le versioni PC offrono upscaling della risoluzione fino a 4×, VSync, filtro anisotropico, anti-aliasing migliorato, modalità a schermo intero e in finestra, oltre a impostazioni personalizzabili per lingua e audio. Gli obiettivi non sono ancora disponibili: Microsoft ne ha annunciato l’arrivo nei mesi successivi del 2026.
Il punto più interessante è il modo in cui le licenze attraversano l’ecosistema Xbox. Chi possiede già una copia digitale compatibile su console può utilizzarla anche su PC e handheld, mentre tutti e quattro i giochi sono inclusi in ogni piano Xbox Game Pass. Xbox Play Anywhere e Xbox Cloud Gaming estendono ulteriormente l’accesso tra console, cloud, computer e dispositivi portatili.
Per partecipare all’accesso anticipato serve un sistema con Windows 11, una CPU dotata di almeno 4 core e 8 thread, 8 GB di RAM e 4 GB di memoria video. La GPU minima indicata deve essere almeno equivalente a una GeForce GTX 950, una Radeon RX 550 o una Intel Arc A310. Sono requisiti concreti, da controllare soprattutto sugli handheld meno potenti prima di considerare questa nuova compatibilità come automatica.
Vale dunque la pena riprovare questi giochi? Sì, soprattutto per chi possiede già le licenze o utilizza Game Pass: il cross-buy elimina un nuovo acquisto per gli utenti compatibili e gli interventi grafici rendono i titoli più adatti agli schermi moderni. Bisogna però giudicare l’iniziativa per ciò che è al 22 luglio 2026: un accesso anticipato con quattro giochi, non ancora una biblioteca completa della prima Xbox.
La selezione iniziale ha comunque una sua identità. BLiNX, Conker, Crimson Skies e Fuzion Frenzy riportano sul mercato PC quattro esperienze legate alla console, senza limitarsi al suo titolo simbolo. È una scelta che presenta la Xbox originale come un catalogo da recuperare, non soltanto come la macchina sulla quale nacque il rapporto tra Microsoft e Halo.
Questo approdo ha un valore particolare perché Xbox nacque trasformando tecnologie familiari agli sviluppatori PC, a cominciare da DirectX, in una console dedicata. Bill Gates annunciò il progetto con il nome in codice Xbox il 10 marzo 2000 alla Game Developers Conference. Il 6 gennaio 2001, al CES, Microsoft mostrò il design definitivo nero, dominato dalla grande X e dall’elemento circolare verde, insieme al controller originale e con Dwayne “The Rock” Johnson sul palco.
L’hardware rendeva evidente quella parentela: processore Intel a 733 MHz, GPU Nvidia NV2A a 233 MHz, 64 MB di memoria DDR unificata e disco rigido interno da 8 GB. Quest’ultimo, impiegato per salvataggi, contenuti scaricabili e colonne sonore personalizzate, rappresentava una novità per una console prodotta in serie. Completavano la dotazione un’unità DVD 4×, Ethernet a 100 Mbit/s e quattro porte proprietarie per i controller; per vedere i film in DVD occorreva invece acquistare separatamente il DVD Playback Kit.
Il controller di lancio, successivamente soprannominato Duke, fu affiancato dal più compatto Controller S. Dal 15 ottobre 2002 quest’ultimo divenne lo standard dei nuovi sistemi negli Stati Uniti, accompagnando il bundle da 199,99 dollari con Sega GT 2002 e JSRF. Era uno dei segnali di una piattaforma che, dopo il debutto nordamericano del 15 novembre 2001 a 299,99 dollari, stava ancora definendo la propria forma.
In Europa la console arrivò il 14 marzo 2002 a 479 euro in 16 pa