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UEFA dichiara guerra al VAR microscopico: "è un gioco, non la PlayStation"
Oltre cento episodi arbitrali diventano una guida pubblica per stabilire quando il VAR deve correggere una decisione. La UEFA ha attivato Clear Line, una piattaforma ufficiale che raccoglie azioni comparabili, spiegazioni e formule operative costruite su otto anni di esperienza con la tecnologia. L’obiettivo dichiarato è ricondurre gli interventi video agli errori chiari ed evidenti, limitando le analisi prolungate delle valutazioni soggettive.
La piattaforma UEFA Clear Line è già accessibile e si presenta come una biblioteca consultabile anche fuori dagli ambienti arbitrali. I contenuti sono rivolti a club, calciatori, allenatori, tifosi e giornalisti, che possono confrontare episodi simili e verificare il criterio indicato per ciascuna situazione. La UEFA prova così a rendere più comprensibile una procedura spesso percepita come variabile da una partita all’altra.
Roberto Rosetti ha indicato una soglia precisa: quando servono numerosi replay, rallentamenti e angolazioni per contestare una scelta soggettiva, la decisione presa sul campo dovrebbe normalmente restare valida. Una revisione lunga ed estremamente minuziosa suggerisce infatti che l’errore non fosse così evidente da giustificare l’intervento del VAR. La tecnologia continuerà invece a correggere gli episodi palesi sfuggiti all’arbitro.
Questo indirizzo sarà applicato nella stagione 2026/27 ed è stato condiviso dai responsabili arbitrali di tutte le 55 federazioni UEFA. Le direttive arbitrali UEFA 2026/27 formalizzano la ricerca di criteri più uniformi, soprattutto nei casi in cui il regolamento lascia spazio alla valutazione dell’arbitro. Clear Line fornisce gli esempi concreti con cui accompagnare questa convergenza.
Al confronto hanno partecipato anche i responsabili arbitrali delle principali federazioni europee. L’Italia è stata rappresentata da Domenico Messina, insieme ai referenti di Spagna, Francia, Germania e Inghilterra. Il coinvolgimento delle federazioni serve a ridurre le differenze applicative tra competizioni e Paesi, mantenendo una base comune per interpretare gli episodi sottoposti alla revisione video.
La UEFA vuole mantenere l’arbitro di campo al centro del processo decisionale e assegnare al VAR una funzione di supporto, evitando che la sala video operi come una seconda squadra arbitrale. Clear Line non elimina la componente soggettiva di falli, contatti e altri episodi valutativi: definisce piuttosto il limite oltre il quale la tecnologia, in assenza di un errore evidente, dovrebbe lasciare valida la decisione iniziale.
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