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In Cina si usa l’AI per prevedere i tifoni
Durante il passaggio del tifone Dolphin, diversi modelli meteorologici basati sull’intelligenza artificiale sviluppati in Cina hanno lavorato accanto ai sistemi numerici tradizionali. L’impiego parallelo mostra l’approccio seguito dagli enti meteorologici: usare l’AI per ottenere rapidamente nuove proiezioni, mantenendo le simulazioni fisiche come riferimento operativo per valutare l’evoluzione dell’atmosfera.
I modelli numerici convenzionali elaborano equazioni fisiche su supercomputer e richiedono risorse di calcolo considerevoli. I sistemi AI apprendono invece le dinamiche atmosferiche da grandi archivi di osservazioni e previsioni storiche. Una volta addestrati, possono generare risultati molto più rapidamente e ripetere l’elaborazione con maggiore frequenza. Per alcune variabili e per la traiettoria dei cicloni, i test disponibili indicano prestazioni paragonabili o superiori a quelle dei sistemi convenzionali.
Tra i progetti impiegati figurano FengWu, sviluppato con il supporto dello Shanghai AI Laboratory, Pangu-Weather di Huawei e FuXi della Fudan University e dei suoi partner scientifici. FengWu comprende modelli destinati a previsioni di breve, medio e lungo termine. Pangu-Weather utilizza reti neurali tridimensionali per elaborare previsioni globali a medio termine, mentre FuXi può estendere le proprie stime fino a circa 15 giorni.
L’Hong Kong Observatory esegue in tempo reale FengWu, FuXi, Pangu e AIFS dalla metà del 2023. I risultati vengono affiancati alle elaborazioni numeriche, così da confrontare rapidamente scenari prodotti con tecniche differenti. L’osservatorio descrive sul proprio portale dedicato alle applicazioni meteorologiche dell’AI sia i vantaggi operativi sia i limiti emersi nelle verifiche.
Nei controlli condotti sui cicloni tropicali del 2024, i modelli AI hanno generalmente registrato errori medi inferiori nella previsione delle traiettorie. La precisione diminuisce però con l’allungarsi dell’orizzonte temporale: al quinto giorno, gli scarti rilevati restavano nell’ordine di 300-400 chilometri. Il vantaggio osservato in alcune prove non equivale quindi a una localizzazione esatta del ciclone con largo anticipo.
La previsione dell’intensità presenta difficoltà ancora maggiori. I sistemi AI possono sottostimare la forza dei cicloni e risultano meno affidabili sulle precipitazioni estreme. Dipendono inoltre dai dati usati durante l’addestramento, una caratteristica che li rende vulnerabili davanti a fenomeni senza precedenti o scarsamente rappresentati negli archivi storici.
Per questi motivi, l’impiego operativo rimane per ora complementare. I modelli AI offrono elaborazioni rapide e un ulteriore insieme di scenari da confrontare, mentre i sistemi numerici continuano a fornire simulazioni fondate sulle leggi fisiche dell’atmosfera. Il passaggio di Dolphin documenta quindi una fase già concreta della meteorologia cinese: più famiglie di modelli sono entrate nei flussi di previsione, senza essere considerate sostituti autonomi degli strumenti convenzionali.
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