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Atari-nostalgia? L'800 torna con il supporto online
Atari800 7.0.0 è stato pubblicato il 27 giugno 2026 e porta i computer Atari a 8 bit direttamente nell’era dei download integrati. Il salto di versione non è cosmetico: per la prima volta l’emulatore può collegarsi a Internet, recuperare automaticamente le ROM del sistema operativo e di Atari BASIC quando mancano, quindi avviarsi mostrando il familiare Self Test Atari. È un cambiamento concreto, perché elimina una delle preparazioni manuali che separavano la curiosità dall’accensione virtuale di un Atari 800 o 800XL.
La novità più interessante non è soltanto il recupero dei componenti indispensabili. Atari800 può montare un’immagine disco compressa ZIP direttamente da un indirizzo Internet, senza richiedere che venga prima scaricata e predisposta localmente. La versione 7.0.0 introduce inoltre una modalità portabile: quando la directory dell’eseguibile è scrivibile, configurazione e dati rimangono accanto al programma attraverso il file .atari800.cfg. L’emulatore può così essere conservato come un ambiente autonomo, più facile da spostare e riaprire.
La domanda pratica è dunque semplice: ha senso riprovare oggi la piattaforma Atari a 8 bit? Con questa release, sì, soprattutto per chi era stato frenato dalla necessità di preparare manualmente le ROM. Atari800 emula Atari 400, 800, 600XL, 800XL, 130XE e la console Atari 5200; resta software libero distribuito sotto GPL, ma ora propone un primo avvio più diretto e può raggiungere le immagini disco dalla rete. Non trasforma quelle macchine in qualcosa di moderno: rende moderna la strada necessaria per raggiungerle.
Gli asset allegati alla release sono 11 e coprono un insieme ampio di sistemi. Per Windows sono disponibili build a 32 e 64 bit, sia come installer sia come archivio portabile; esiste inoltre una variante senza funzioni di rete compatibile con Windows XP. A queste si aggiungono un’immagine DMG per macOS, AppImage Linux x86_64 e i386 e gli aggiornamenti destinati alla versione Android Colleen. La distribuzione multipiattaforma continua così la vocazione con cui Atari800 nacque nel 1995: un emulatore portabile scritto in C.
La modalità senza rete per Windows XP chiarisce bene la natura di questa major release. Le funzioni Internet ampliano l’esperienza, ma non cancellano l’uso tradizionale dell’emulatore: chi preferisce un ambiente isolato può ancora adottarlo, mentre gli altri ottengono recupero automatico e accesso remoto ai dischi. È una soluzione equilibrata per una piattaforma che vive contemporaneamente come archivio storico, software ancora utilizzabile e memoria personale di chi conobbe quelle tastiere.
Atari rese pubblico il progetto dei suoi primi personal computer domestici nel dicembre 1978, per poi mostrare 400 e 800 al Winter CES di Las Vegas del gennaio 1979 insieme al registratore 410, all’unità a dischi 810 e alla stampante 820. Le prime unità dell’Atari 800 raggiunsero i negozi statunitensi nel novembre dello stesso anno. Nel dicembre 1979 il pacchetto completo costava 999,99 dollari e comprendeva computer, registratore Atari 410 e cartuccia Atari BASIC da 8 KB.
L’800 era il modello più completo della coppia originaria: partiva da 8 KB di RAM ed era espandibile tramite moduli fino a 48 KB, offriva una tastiera a corsa piena, due alloggiamenti per cartucce e quattro porte per controller. Il bus seriale SIO permetteva di concatenare registratori, unità a dischi, stampanti e altre periferiche senza ricorrere a schede interne. Nel 1982, Atari 400 e 800 avevano raggiunto una stima combinata di 400.000 unità vendute, pari al 17% del mercato statunitense degli home computer.
Sotto la guida di Jay Miner, Atari aveva trasferito nella nuova piattaforma l’esperienza maturata con la console VCS, affiancando alla CPU 6502C da 1,79 MHz in NTSC e 1,77 MHz in PAL un gruppo di circuiti specializzati. ANTIC leggeva dalla memoria vere e proprie display list; CTIA, poi sostituito da GTIA, gestiva grafica, colori e oggetti Player/Missile; POKEY riuniva quattro canali