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PS5 e PS6 senza dischi: perché potrebbe significare più sconti sul PS Store
Dal 2028 PlayStation 5 e PS6 diranno addio ai giochi fisici, e la community non l'ha presa bene. Ma c'è chi vede in questa scelta un risvolto inaspettatamente positivo per i portafogli dei giocatori, almeno sulla carta.
Jacob Navok, ex direttore dello sviluppo commerciale di Square Enix e attuale CEO di Genvid, ha pubblicato un'analisi su X che merita attenzione: secondo lui, la fine dei dischi potrebbe spingere gli editori a fare più sconti sul PS Store, non meno.
La logica di Navok parte da una distinzione fondamentale: "È la competizione tra gli editori a determinare i prezzi, non la competizione tra negozi digitali". In altre parole, il prezzo di un gioco su PS Store lo decide l'editore, non Sony, esattamente come avviene su Steam o sull'Epic Games Store. Nei negozi fisici, invece, i rivenditori possono scontare autonomamente, motivo per cui trovavamo spesso titoli a prezzo ridotto sugli scaffali.
Competition between publishers is what drives pricing pressure, not competition between digital stores. This is because publishers set pricing on digital stores.Competition between stores like EGS and Steam improves the take rates for developers, not necessarily the price for… https://t.co/6ZZw8EUJ5v pic.twitter.com/0QLQmclwsG
Il punto chiave è che, in un ecosistema completamente digitale e con un unico store, gli editori si trovano a competere direttamente tra loro per l'attenzione e i soldi dei giocatori.
Navok sostiene che "l'aumento delle vendite digitali spronerà inevitabilmente gli editori a competere tra loro in misura maggiore, e questo li spingerà a lanciare sempre più sconti e promozioni per attrarre gli utenti".
Per fare un paragone, cita la rivalità tra Steam ed Epic Games Store: ha migliorato le percentuali di guadagno per gli sviluppatori, ma non ha abbassato significativamente i prezzi dei giochi. Il meccanismo che potrebbe abbassare i prezzi su PS Store è diverso: è la pressione competitiva tra publisher all'interno di uno stesso ecosistema chiuso.
Siamo scettici? Un po'. La storia dei mercati digitali chiusi non è particolarmente incoraggiante per i consumatori, e Sony con i prezzi dinamici personalizzati già testati sul PS Store ha dimostrato di non avere paura di sperimentare strategie di pricing tutt'altro che favorevoli agli utenti. Detto questo, l'analisi di Navok ha una sua logica e non va ignorata: se il mercato fisico sparisce, gli editori perdono uno sbocco alternativo e devono fare di più per emergere nel digitale.