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Il fumo degli incendi nasconde Mount Rainier persino dallo spazio
Gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale hanno fotografato una vasta coltre di fumo che avvolge Mount Rainier, nello Stato di Washington, fino a rendere il vulcano quasi indistinguibile dall'orbita. Le immagini documentano la portata degli incendi attivi nel Pacifico nord-occidentale e mostrano quanto le loro emissioni possano estendersi oltre le aree direttamente raggiunte dalle fiamme.
Nel conteggio disponibile al momento delle osservazioni, la NASA indicava oltre 84.000 acri, equivalenti a circa 34.000 ettari, bruciati tra Washington e Oregon. Il dato riguarda centinaia di chilometri quadrati di territorio e si inserisce in una stagione segnata da numerosi incendi anche in Canada e in altre regioni del Nord America.
Dalla quota orbitale, il Mount Rainier non appare realmente cancellato: la luce riflessa dalla superficie viene attenuata e diffusa dalle particelle sospese nell'atmosfera. Il risultato è una perdita di contrasto che confonde i contorni della montagna con il paesaggio circostante, mentre le grandi dimensioni del pennacchio diventano evidenti nello stesso campo visivo.
Gli astronauti hanno ripreso anche Mount Hood, circa 160 chilometri più a sud. Nei pressi del vulcano dell'Oregon sono visibili le dense emissioni associate all'incendio Grasshopper, innescato da un fulmine. L'origine naturale dell'innesco non riduce i rischi: vegetazione secca, calore e vento possono favorire una rapida propagazione delle fiamme.
Nel bilancio complessivo citato insieme alle immagini, oltre 2,7 milioni di acri, pari a circa 1,1 milioni di ettari, risultavano già bruciati. Decine di incendi restavano inoltre non contenuti, con evacuazioni, chiusure stradali e un impatto che non si limitava alle zone immediatamente vicine ai fronti attivi.
Il fumo trasporta particolato e altri prodotti della combustione per distanze considerevoli, peggiorando la qualità dell'aria anche lontano dalle fiamme. Le fotografie degli astronauti offrono una prospettiva intuitiva del fenomeno, mentre l'osservazione satellitare permette di seguire nel tempo posizione, direzione e diffusione dei pennacchi, fornendo informazioni utilizzabili dalle autorità e dalle squadre impegnate sul territorio.
Una singola immagine non permette di attribuire un incendio specifico al cambiamento climatico. La ricerca indica tuttavia che temperature più elevate e condizioni di maggiore aridità possono aumentare, in diverse regioni, la probabilità di stagioni favorevoli a incendi estesi. Le osservazioni dallo spazio aiutano a misurarne gli effetti atmosferici e geografici senza sostituire le rilevazioni raccolte a terra.
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