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Mafia The Old Country Uomo d'Onore Recensione: è un DLC degno di rispetto?
Abbiamo completato l'espansione a pagamento di Mafia Terra Madre, che ci permette di conoscere Ennio Salieri prima della sua ascesa.
Chiunque abbia amato la saga di Mafia sa che essa è inevitabilmente legata a don Salieri, l'iconico capofamiglia al cui servizio operiamo nel primissimo capitolo della serie, tra le eleganti strade della Lost Heaven del 1930 (eccovi la recensione di Mafia Definitive Edition). Anni prima del suo fatidico incontro con il tassista Tommy Angelo, ritroviamo il giovane criminale, ancora ben lontano dall'essere il boss che abbiamo conosciuto in America, appena uscito di prigione nella Valle Dorata siciliana, agli inizi del secolo, quando cerca di raggranellare quanti più picciuli possibili per andar via dai polverosi viottoli di paese. È quanto racconta Uomo d'Onore, la breve espansione di Mafia Terra Madre che ha perlomeno il pregio di costare poco (10 euro) e offrire nel complesso (se contiamo missioni principali e lavoretti secondari) circa 3 ore di gioco.
Parte bene, Uomo d'Onore, mostrandoci qualche altro frammento della cultura ritualistica della mafia, nonché delle regole interne di Cosa Nostra, come quando, nella festa dell'Immacolata, una processione di contadini, disperati e uomini di malaffare chiede udienza a don Torrisi affinché lui presti orecchio alle richieste e alle necessità di ciascuno, elargendo favori che un giorno ("e non arrivi mai quel giorno") potranno e dovranno essere riscossi.
Se vi ricorda la scena iniziale de Il Padrino al matrimonio di Costanzia, ci avete visto giusto. Anche l'introduzione di un Salieri più scapestrato e aggressivo, che si rivolge al suo boss per rimettersi in sesto dopo un periodo passato in cella col merito d'aver tenuto la bocca chiusa, è efficace quanto basta per delineare il profilo arrivista e senza scrupoli del personaggio che poi verrà sviluppato nel primo Mafia. Osserviamo Salieri attraverso gli occhi di Enzo, molto dubbioso circa l'atteggiamento dell'uomo, con la cui sbruffonaggine e animalesca ferocia Cesare sembra invece andare piuttosto d'accordo. È un peccato allora che tutte le buone premesse e la sempre ottima recitazione in siciliano vengano sprecate per raccontare, in poco meno di due ore, un arco narrativo che si conclude con una fretta indegna della caratura dei personaggi che inscena, nonché in una maniera tristemente brusca e approssimativa. Ribadisco che è un peccato perché gli spunti che qua e là emergono (in particolare nell'ultima missione, che ovviamente non ho l'ardire di rivelarvi) sanno essere molto stimolanti per gli appassionati del genere. Una volta raggiunti i titoli di coda si ha quindi come la sensazione che manchi ancora una vera conclusione al segmento di racconto che sulla carta avrebbe potuto fungere da solido collante tra Terra Madre e il primo Mafia. Invece, Uomo d'Onore è un buffetto sulla guancia dei fan, più che un baciamano.
All'inizio dell'espansione, don Torrisi si premura di ricordare a Enzo e Cesare, che accompagneranno Salieri, di "non fare casini". Come se il monito fosse per loro stessi, gli autori di Hangar 13 hanno scelto di non uscire dal seminato, e pertanto in queste due orette assistiamo a un sunto velocizzato e ben diversificato della formula ludica della serie,
tra sparatorie, fasi stealth e fughe sul retro di un furgone durante un inseguimento a base di dinamite, con esattamente tutti i pregi e i difetti di cui vi ho già parlato nella recensione di Mafia Terra Madre, a partire dalla legnosità delle fasi d'azione fino ad arrivare all'intelligenza artificiale non particolarmente brillante. Il tutto inframmezzato da fasi di guida con annessi dialoghi che mandano avanti la narrazione, all'interno di un'ambientazione sempre meravigliosa. Dato che la storia si sviluppa tra il quinto e il sesto capitolo del gioco base, c'è anche margine per un brevissimo e fugace appuntamento con Isabella, del tutto opzionale, che al pari delle missioni principali lascia nel giocatore un senso di incompiutezza. L'