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Recensione Google Pixel Watch 5, bellissimo ma troppo conservativo
Google Pixel Watch 5 rappresenta un'evoluzione più che una rivoluzione rispetto alla generazione precedente. Il design rimane sostanzialmente invariato, così come l'impostazione generale del prodotto, ma Google concentra le novità su autonomia, GPS, funzioni per salute e fitness e, soprattutto, su un'integrazione sempre più profonda di Gemini. Un aggiornamento quindi poco appariscente sul piano estetico, ma decisamente più ambizioso nell'esperienza d'uso quotidiana.
Google Pixel Watch 5 è un aggiornamento molto più evolutivo che rivoluzionario. Il design resta praticamente invariato, con la solita cassa circolare disponibile da 41 e 45 mm, ma sotto la superficie arrivano Wear OS 7, Snapdragon W5 Gen 2, un coprocessore più efficiente e un GPS dual-frequency migliorato grazie ai modelli 3D degli edifici e alle correzioni in tempo reale. Il display Actua 360 raggiunge 3.000 nit e si conferma uno dei punti forti del prodotto.
Nell'uso quotidiano il vero salto è soprattutto software. At a Glance, le gesture Double Pinch e Wrist Turn e la maggiore integrazione di Gemini rendono più semplice interagire con notifiche, allenamenti e funzioni dello smartwatch senza prendere continuamente il telefono. Anche salute e fitness acquistano sempre più importanza, con Health Guardian, un monitoraggio del sonno più evoluto e nuove funzioni pensate per individuare anomalie e trend. L'autonomia resta invece nella media: 30 ore sul 41 mm e 40 sul 45 mm, compensate però da una ricarica molto rapida.
Nel complesso, Pixel Watch 5 è uno smartwatch molto riuscito e probabilmente una delle scelte migliori per chi utilizza uno smartphone Pixel. È completo, elegante e ben integrato con l'ecosistema Google, ma il salto rispetto al Pixel Watch 4 è troppo piccolo per consigliare l'upgrade a tutti.
Ha molto più senso per chi arriva da un Pixel Watch 3 o precedente, mentre chi cerca diversi giorni di autonomia o funzioni sportive più avanzate dovrebbe guardare ad alternative più specialistiche.
Il Google Pixel Watch 5 non stravolge quel design che ormai è immediatamente riconoscibile. Rimane uno smartwatch completamente circolare, con un corpo estremamente pulito e il caratteristico frontale bombato che cerca di eliminare qualsiasi separazione visiva netta tra display e bordi. Sul lato destro rimangono la corona girevole con feedback aptico e il pulsante laterale, mentre nella parte inferiore trovano posto tutti i sensori dedicati al monitoraggio dei parametri biometrici.
Google continua inoltre a proporlo in due dimensioni, 41 e 45 mm, una scelta importante perché cambia parecchio la presenza dell'orologio al polso senza modificare l'esperienza generale. Le nuove combinazioni cromatiche del 41 mm sono Obsidian con cassa satinata, Fog con cassa in argento lucido, Olive con cassa satinata e Canyon abbinato a una cassa in oro. Il 45 mm viene invece proposto nelle combinazioni Obsidian, Fog e Olive.
Una delle caratteristiche estetiche più interessanti rimane il display Actua 360, perché la curvatura non riguarda soltanto il vetro di protezione: secondo Google, anche il pannello sottostante è effettivamente bombato. È uno degli elementi che contribuiscono maggiormente all'aspetto quasi privo di bordi del Pixel Watch e rende particolarmente riusciti i quadranti che sfruttano elementi grafici lungo la circonferenza dello schermo.
Il pannello raggiunge una luminosità massima dichiarata di 3.000 nit, mentre in condizioni di scarsa illuminazione può scendere fino a circa 1 nit. Il refresh rate è adattivo e varia da 1 a 60 Hz: può quindi raggiungere i 60 Hz durante animazioni e scorrimento dell'interfaccia, per poi ridursi fino a 1 Hz quando non è necessario aggiornare continuamente l'immagine, per esempio con l'Always-On Display. È una soluzione pensata per trovare un compromesso tra fluidità e consumi.
Sotto la scocca troviamo il Qualcomm Snapdragon W5 Gen 2, affiancato da un nuovo coprocessore Cortex-M55 dedicato soprattutto alle operazioni che devono rimaner