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La Cina fa atterrare il suo primo booster orbitale
Il primo stadio del razzo Zhuque-3 Y2 è tornato sulla terraferma con un atterraggio morbido al termine del volo del 19 agosto, segnando il primo recupero cinese a terra di un booster orbitale con gambe dispiegabili. LandSpace lo ha lanciato dal Dongfeng Commercial Space Innovation Pilot Zone, completando sia l’inserimento orbitale sia la discesa del primo stadio lungo la traiettoria prevista.
Il risultato arriva dopo il tentativo del dicembre 2025, quando il volo inaugurale di Zhuque-3 aveva raggiunto regolarmente l’orbita, ma il recupero era fallito durante la combustione finale. Con la missione Y2, LandSpace ha quindi superato la fase che aveva compromesso il primo test e dimostrato l’atterraggio propulsivo del booster sulla terraferma.
La Cina aveva già recuperato un primo stadio il 10 luglio 2026 con il Long March-10B. In quel caso il booster era stato intercettato da una rete installata su una piattaforma marina. Zhuque-3 ha adottato una soluzione diversa, basata su gambe dispiegabili e discesa controllata fino al suolo, avvicinando l’industria spaziale cinese al modello operativo dei razzi riutilizzabili.
SpaceX e Blue Origin recuperano propulsivamente i propri booster dal 2015. Questa capacità permette di riutilizzare parte dell’hardware e di ridurre i costi di lancio. Il traguardo di LandSpace aggiunge ora un nuovo risultato concreto al programma cinese, anche se riguarda per ora il recupero riuscito di un singolo primo stadio.
Il confronto tecnologico coincide con una fase delicata per SpaceX sul mercato finanziario. La società è quotata al Nasdaq con il simbolo SPCX, dopo aver collocato le azioni dell’IPO a 135 dollari nel giugno 2026. Il 6 agosto circa 911,5 milioni di titoli sono diventati potenzialmente negoziabili, rappresentando la prima grande tranche liberata dalle restrizioni successive alla quotazione.
Una seconda tranche, pari a circa 319 milioni di azioni, dovrebbe diventare vendibile il 20 agosto. Lo sblocco aumenta il flottante potenziale di SpaceX perché consente ai titolari interessati di cedere i propri titoli sul mercato. Non determina però automaticamente la vendita dell’intero pacchetto: la quantità effettivamente immessa sul Nasdaq dipenderà dalle decisioni dei singoli azionisti.
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