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Recensione Google Pixel 11 Pro XL: la vera alternativa indipendente
Anche Google rinnova i suoi smartphone per il 2026 e lo fa ritoccando in vari punti tutta la sua gamma Pixel. Partiamo scoprendo tutto quello che c'è bisogno di sapere su Google Pixel 11 Pro XL.
Nessuna sorpresa nella confezione che ovviamente include solo il cavetto USB-C per lo scambio dati e la ricarica. Abbiamo anche provato la cover originale, da acquistare a parte. Ottima dal punto di vista della protezione ma anche quest'anno davvero ingombrante, forse troppo per uno smartphone che già non è certo compatto.
Ad un occhio distratto questo Pixel 11 Pro XL potrebbe sembrare esattamente identico al modello degli anni precedenti. Abbiamo infatti una scocca con pochi cambiamenti rispetto al passato. Il blocco fotografico è leggermente più sporgente e posizionato appena poco più in basso. Quanto basta per non rendere più compatibili le vecchie cover. In mano i suoi 226 grammi di peso continuano a farsi sentire, nonostante la cura dimagrante rispetto al modello dell'anno precedente. In mano è uno degli smartphone più impegnativi in circolazione, ma non è comunque qualcosa di radicalmente dissimile dai concorrenti.
Il vetro posteriore è in Gorilla Glass Victus 2 e abbiamo ancora il trattamento IP68 per resistere ad acqua e polvere.
Curioso il fatto che fra le varie colorazioni quella nera (da noi testata) sia l'unica con il profilo opaco invece che lucido. Una scelta diversa dal solito che garantisce anche più scelta al pubblico.
La scheda tecnica di Pixel 11 Pro XL si aggiorna e non sono tutte buone notizie. Il più grande cambiamento positivo è sicuramente nel processore con il passaggio al nuovo Tensor G6 a 7 core con un nuovo processo produttivo a 3 nanometri. Non è la rivoluzione a 2 nanometri che tanti aspettavano ma ci sono dei concreti miglioramenti, anche nella gestione delle TPU (per l'intelligenza artificiale), nella parte di elaborazione delle immagini e soprattutto nei consumi. L'azienda non ha voluto specificare se il nuovo modem sia davvero Mediatek come volevano le voci ma noi abbiamo avuto modo di testarlo in una situazione "limite" e la ricezione ci ha stupito in positivo. La GPU invece è un po' una delusione.
Si tratta di una PowerVR CXTP-48-1536 di vecchia concezione. Comunque sufficiente per buona parte dei giochi 3D per girare in modo soddisfacente.
I passi in avanti dovuti a questo processore sono tangibili, ma nel complesso un concorrente Qualcomm o Mediatek premium garantisce ancora molta più potenza pura su tutti i fronti. Google ha quindi finalmente fatto il passo che serviva per liberarsi dei limiti del passato e poter considerare questa CPU davvero premium, ma il divario è ancora presente con la concorrenza.
La notizia cattiva è sulla RAM che, solo per la versione da 256 GB, passa da 16 a 12 GB. Rimane il quantitativo massimo sui tagli da 512 GB e 1 TB. Poco male, ma su un telefono che punta tutto alla AI e alla durevolezza forse meglio optare per quello con il 33% di RAM in più. Ottima la connettività: Wi-Fi 7, Bluetooth 6.0, ultrawideband, supporto eSIM (anche se quello nanoSIM è singolo), GPS dual band, uscita video USB-C 3.2 e anche sos satellitare.
Benché non sia perfetto, ci sembra di aver notato miglioramenti anche sul lettore di impronte digitali ultrasonico. L'audio stereo è discreto.